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Garanzie obbligatorie atipiche nel mondo romano


Werner Fiume affermò che nelle garanzie dell'obbligazione si deve seguire una concezione di fides quale "vincolo, responsabilità". La differenza tra fideiussio e fidepromissio consisterebbe nel fatto che, in quest'ultima, il vincolo viene prodotto attraverso il promettere una propria prestazione. Con l'aggiunta di fides a promittere si fa riferimento soltanto alla responsabilità che corrisponde e consegue al promittere.
Nella fideiussione, invece, attraverso l'aggiunta della fides viene particolarmente sottolineato il carattere della responsabilità.
L’aggiunta della fides nella fideiussio non ha il significato subordinato che ha nella fidepromissio. Nella fideiussio, infatti, la fides sta in primo piano: la parola «fides» è dunque l'emblema dell'intero istituto, di cui costituisce la vera essenza.

«Idem dabis? Idem promittis? Idem facies?»
Nelle Istitutiones, Gaio ammette l’esistenze di ulteriori garanzie delle obbligazioni che non richiedessero l’uso del verbo «spondere». Tali domande stipulatorie sono: «idem dabis? Idem promittis? Idem facies?». A tali garanzie, non usandosi il verbo spondere, erano ammessi gli stranieri.
Le suddette formule stipulatorie erano espresse nel seguente modo:

Sponsor ita interrogator: idem dari spondes?
Fidepromissor: idem fidepromittis?
Fideiussor ita: idfide tua esse iubes?
Confrontando le formule stipulatorie della sponsio e della fidepromissio, da un lato, e della fideiussio, dall'altro, risulta evidente una fondamentale differenza di contenuto: nel caso della sponsio (o della fidepromissio) il garante si impegna ad eseguire la stessa prestazione promessa dal debitore principale («idem dari spondes? idem dari fidepromittis?»), nella fideiussio, invece, il garante non si impegna alla medesima prestazione promessa dal debitore principale, ma assume la responsabilità per l'inadempimento a questi imputabile.
Tale differenza risulta evidente analizzando la formula stipulatoria della fideiussio: «id fide tua esse iubes?», che in italiano significa «dichiaro di volere che in fede mia ciò sia così».
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