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Nozione giuridica di diritto quesito



La sostituzione del vecchio contratto collettivo con il nuovo non può intaccare i diritti già quesiti dai lavoratori. Questa nozione giuridica fa riferimento ai diritti che trovano fonte nelle clausole del contratto collettivo precedente. Essi, pertanto, sono già entrati a far parte del patrimonio dei lavoratori in una fase del rapporto già esaurita.

L’esempio più rilevante è l’indennità di compenso per il lavoro straordinario: il nuovo CCNL può negare o diminuire l’importo dell’indennità per gli straordinari che i lavoratori presteranno in futuro, ma non può in alcun caso mettere in discussione le maggiorazioni cui i dipendenti hanno diritto per le prestazioni già rese durante l’efficacia del contratto collettivo precedente. I diritti quesiti non si configurano quando, al contrario, la fattispecie sia ancora in via di consolidamento.
L’intangibilità dei diritti quesiti ha trovato un ostacolo pratico: il nuovo CCNL ha il potere di prevedere modifiche con effetti retroattivi, riguardanti la disciplina di un beneficio economico. La questione è stata risolta dalla Corte di Cassazione, la quale ha affermato che:

- in linea di principio, il contratto collettivo non è retroattivo;
- tuttavia, le parti possono disporre la decorrenza ex tunc di discipline meno favorevoli. Anche in questo caso, però, la pattuizione deve rispettare il limite dell’intangibilità dei diritti quesiti.
I singoli lavoratori possono delegare i sindacati cui hanno aderito affinché stipulino una rinuncia o una transazione in loro nome e per loro conto (rappresentanza). In assenza di mandato, i sindacati non possono pattuire la rinuncia sui diritti dei lavoratori, perché si tratta di prerogative soggettive e personali. Anche in presenza di mandato ad hoc, comunque, il limite alla transazione è sempre rappresentato dall’intangibilità dei diritti quesiti.