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Libertà religiosa e diritto alla riservatezza (privacy)


Gli ambiti in relazione ai quali è garantito il il diritto alla privacy in materia religiosa sono:
• Amministrazione della P.S.
• Rapporti di lavoro
• Trattamento dati personali (D.Lgs. n° 196/2003).
In materia religiosa, i dati sensibili sono quelli che rivelano l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose e filosofiche, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati ed organizzazioni di carattere religioso e atti idonei a rivelare stati di salute e l’ orientamento sessuale. Tale decreto stabilisce anche che chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali ed il trattamento di essi deve rispettare i diritti e le libertà fondamentali e tutelare la dignità dell’interessato
In relazione ai dati personali di natura religiosa, la normativa prevede delle eccezioni:
• le confessioni religiose sono del tutto esenti dal regime di protezione rinforzata dei dati sensibili relativamente al trattamento dei dati degli aderenti e dei soggetti che entrano in contatto con esse solo per finalità religiose; pertanto, le confessioni religiose possono effettuare il trattamento dati dei loro aderenti senza nessun consenso scritto degli interessati.
• Deroga al consenso dell’interessato (ma serve sempre l’autorizzazione del garante) quando il trattamento dei dati sensibili è effettuato da associazioni, enti ecc… senza scopo di lucro, con finalità politiche, religiose, filosofiche e sindacali al fine di perseguire gli scopi individuati nell’atto costitutivo, dallo statuto o dal contratto collettivo.
Affinché queste due eccezioni siano operative è necessario che i dati non siano diffusi fuori delle confessioni e che siano adottate idonee garanzie. A proposito delle idonee garanzie, la Chiesa ha emesso il Decreto generale che impartisce Disposizioni per la tutela del diritto alla buona fama e alla riservatezza (n° 1285/1999).
In altri termini, il D.Lgs. 196/2003 ha scelto di esentare da regime comune le informazioni a carattere religioso trattate da quelle confessioni che offrono a loro interno idonee garanzie.
Il problema, però, è sorto in presenza di richieste tese a far annotare la volontà degli interessati di non voler più appartenere alla Chiesa cattolica e quindi di essere cancellato dal registro dei battezzati, dichiarando che l’annotazione è compatibile. Il Garante si è pronunciato in merito confermando la legittimità della richiesta di cancellazione, conservandola però nel registro dei battezzati accanto alla registrazione dell’avvenuto battesimo, senza che ciò comporti una violazione dell’identità personale del richiedente.
Altre problematiche sono
• il trattamento dei dati di carattere religioso da parte di soggetti pubblici
• il rapporto fra riservatezza di tali dati ed esigenze di sicurezza emerse con particolare evidenza in relazione agli attentati terroristici
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