Ominide 7817 punti

Libertà della comunicazione segreta e privata


L’articolo 15 definisce «inviolabili» la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione. la continuazione di tale articolo segue lo stesso schema implicato dalla lettura dell’articolo 13: la loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge. Anche in questo caso, dunque, sono previste la riserva di legge assoluta e la riserva giurisdizionale.
La legislazione vigente in materia di sequestro di corrispondenza e intercettazione di conversazioni o comunicazioni prevede che sia sempre necessario l’intervento preventivo dell’autorità giudiziaria in sede penale, cioè del giudice delle indagini preliminari su richiesta del pubblico ministero. In particolare, le intercettazioni sono consentite solo per determinati reati, qualora ricorrano gravi indizi di reato e siano assolutamente indispensabili ai fini di prosecuzione delle indagini; diverso è invece il caso dei tabulati, ovvero i dati esteriori delle comunicazioni telefoniche, la cui acquisizione richiede l’atto motivato del pubblico ministero.
I titolari della libertà evocata dall’articolo 15 sono tutti gli esseri umani, a prescindere dal loro status sociale.
La suddetta libertà inerisce all’ambito della libertà di comunicazione privata e di segretezza. L’articolo 15 non deve essere confuso con l’articolo 21, il quale parla invece della libertà di ogni forma di comunicazione, dunque non solo quella privata e segreta. La libertà evocata dall’articolo 15 implica uno scambio (epistolare, di posta elettronica, tramite i social network, ecc) tra due soggetti: in questo ambito, la segretezza tutela la privacy di tali comunicazione, riservate poiché rivolte a uno o più soggetti determinati o determinabili. L’articolo 21, al contrario, evoca una forma comunicativa non privata ma rivolta a tutti.
Il rapporto fra mittente e destinatari, determinati o determinabili, è tutelato nella sua segretezza dall’articolo 15, il quale estende tale tutela a «ogni altra forma di comunicazione».
Sebbene l’articolo 15 sembri non discostarsi dallo schema già descritto, sulla base del quale sono previste riserva di legge assoluta e giudiziaria, esso, a differenza dell’articolo 14, non prevede il venir meno, in casi di necessità e d’urgenza, dell’atto motivato del giudice. Questo schema consente di comprendere in maniera evidente la maggior tutela che la carta costituzionale prevede per la libertà di comunicazione segreta e privata piuttosto che per quella personale e domiciliare. Tale riguardo trova una chiara spiegazione: mentre la libertà personale e di domicilio inerisce a un unico soggetto (colui che ne è titolare), la violazione della libertà di comunicazione segreta e privata, invece, implica l’estendersi di tali limitazioni non solo al soggetto indagato, ma anche ai destinatari delle sue comunicazioni segrete. Tale violazione è stata considerata un abuso nei confronti dei soggetti che, pur non essendo indagati, si trovino a intrattenere forme di comunicazioni con un individuo sospettato. Per questa ragione la Costituzione ha posto maggior tutela e riguardo per la violazione della libertà di comunicazione segreta e privata.
Nel corso della storia giurisprudenziale italiana, i giuristi si sono trovati di fronte a casi difficili da collocare nell’ambito dell’articolo 14 o 15. La suddetta difficoltà è estremamente rilevante perché la sua risoluzione implica delle conseguenze diverse sul piano della garanzia e della tutela: la possibilità di intervenire, in casi di necessità e d’urgenza, senza l’atto motivato del giudice nel primo caso; la riserva giudiziaria come conditio sine qua non nel secondo.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email