Mongo95 di Mongo95
Ominide 2075 punti

La legge regionale invece è una legge ordinaria formale, che si incentra soprattutto sull'attività amministrativa della pubblica amministrazione, con procedura di approvazione simile a quella della legge statale:
a) Iniziativa: della giunta, consiglieri regionali più soggetti previsti dallo Stato;
b) Approvazione: in Consiglio regionale a maggioranza relativa
c) Promulgazione: del Presidente della Regione

Limiti

Esistono dei limiti nelle materie che possono essere disciplinate da leggi regionali.
a) Ci sono materie di competenza esclusiva dello Stato dove le leggi regionali non possono intervenire (sono molto ampie).
b) Sono previste materie di competenza concorrente Stato-Regione, cioè lo Stato fa norme di principio (emante con "legge cornice" entro la quale possono legiferare le regioni; oppure ricavate, desunte, in base alle leggi vigenti direttamente dalle regioni. Si tratta quindi di principi senza carattere rigido) sulla base delle quali le Regioni emanano delle leggi regionali.
c) Inoltre sono previste "norme cedevoli", cioè lo stato può sempre dettare disposizioni di dettaglio in assenza di una disciplina regionale. Tali norme si ritraggono se l'ente regionale interviene poi con propria normativa. Cioè praticamente se una regione non agisce, lo Stato può dettare dettagliate disposizioni per evitare che l'ente territoriale risulti inadempiente.
Lo Stato può sempre impugnare una legge regionale di fronte alla Corte Costituzionale, se ritiene che violi le sue competenze o non segua i criteri base; e viceversa.
d) Infine esistono materie per le quali la potestà legislativa non è esplicitamente affidata allo Stato (non vengono nominate in Costituzione), sono materie di competenza residuale e le regioni sono libere di emanare leggi regionali, infatti hanno competenza legislativa piena.
In caso di dubbio è sempre la Corte Costituzionale a decidere. La prassi però vuole che lo Stato legiferi anche in queste materie, usando competenze esclusive. Per esempio competenze di tipo trasversale; oppure per garantire livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali; le funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; per assicurare il rispetto del diritto europeo e internazionale.
Nella prassi l'articolo 117 viene così rispettato: se una competenza non esplicitamente scritta in tale articolo si può "attaccare" ad altre competenze statali, non appartiene alla Regione, ma allo Stato. Inoltre ci sono competenze trasversali utilizzate dallo Stato per disciplinare degli ambiti che sarebbero disciplinati dalle Regioni. A livello regionale non esistono decreti legge e decreti
legislativi, a esistono decreti regionali. I limiti della legge regionale sono il rispetto della Costituzione, lo stabilire dazi di importazione e non può imporre ostacoli alla libera circolazione. Il diritto regionale deve rispettare il diritto dell'Unione Europea e il diritto internazionale. Le Regioni possono contrarre impegni sul piano internazionale, cioè fare accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, in base alla legge, nelle materie di sua competenza ovviamene.
Esiste un limite territoriale, che prevede che le leggi regionali si applichino soltanto al territorio regionale.
Le regioni non possono emanare decreti legge o decreti legislativi, ma possono procedere con referendum anche non solo abrogativi. Inoltre dispongono anche di regolamenti regionali.

Fonti locali

All'interno delle Regioni sono anche presenti Province e Comuni, così come Città metropolitane (non ancora presenti, prevedono l'unione delle città più grandi in un fascia più allargata che comprenda anche i comuni limitrofi); che sono enti autonomi con propri statuti. Gli Statuti degli enti locali non hanno contenuto disciplinato dalla Costituzione, ma di solito contengono le scelte fondamentali. Si tratta di un'eccezione, perchè è la legge statale, che stabilisce la "legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali". Per approvare questi Statuti decide il Consiglio comunale o provinciale, a maggioranza di 2/3 dei consiglieri. Se tale maggioranza non dovesse essere raggiunta, lo Statuto si ritiene approvato se si ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri. I Comuni e Provincie non hanno potere legislativo, ma procedono soltanto con regolamenti, che disciplinano l'organizzazione e le funzioni da svolgere.

Altre fonti

Consuetudini, cioè fonti-fatto, si basano su fatti o comportamenti tenuti dai membri da un gruppo sociale in modo costante e uniforme (elemento materiale) e che vengono tenuti con la convenzione che siano obbligatori (elemento psicologico), non documenti. Un comportamento spontaneo, rispettato da tutti, con il tempo assume efficacia di legge, è obbligatorio. Le consuetudini accettate non devono essere contrarie alla legge, ma possono essere "praeter legem", cioè in materie non regolate da leggi (per esempio il transito delle vacche in Val Pusteria). Per esempio si hanno consuetudini internazionali oppure usi commerciali.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email