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Sentenza costituzionale 278/2011



La Corte costituzionale si è trovata ad affrontare la questione di quali debbano intendersi le «popolazioni interessate» cui fa riferimento l’art. 132.1 Cost. (v. sent. 278/2011, a seguito dell’iniziativa di un’ottantina di comuni della provincia di Salerno che avevano richiesto, in risposta all’ipotesi di soppressione dell’ente provinciale, l’istituzione della regione salernitana, anzi del «principato di Salerno»).


Dopo il successo del passaggio dalle Marche all’Emilia Romagna dei comuni dell’Alta­ Valmarecchia (conclusosi con la l. 117/2009), una via meno velleitaria per tentare di modificare e razionalizzare i confini regionali si conferma quella dell’art.132.2 Cost.: il secondo comma, come il primo, è applicabile a tutte le regioni (sent. 66/2007). Sono quindi possibili passaggi anche a una confinante regione a statuto speciale (iniziative in tal senso sono state attivate da alcuni comuni bellunesi e trevigiani per staccarsi dal Veneto e aggregarsi al Friuli-Venezia Giulia, come è accaduto con il comune di Sappada: v. l. 182/2017). L’aggregazione a regioni speciali è una questione particolarmente delicata, in quanto simili iniziative potrebbero essere ingenerate, oltre che dalla razionalizzazione del rapporto territorio/ enti, dalla ricerca dei benefici e vantaggi di cui quelle regioni godono. È chiaro che una loro estensione, potenzialmente illimitata, finirebbe con l’erodere le ragioni stesse della specialità (di cui sempre più spesso, del resto, si discute).