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Intervento legislativo in materia di contrattazione collettiva



Le soluzioni giurisprudenziali previste al fine di estendere l’efficacia dei contratti collettivi sono state rafforzate e consolidate tramite l’intervento del legislatore, il quale ha previsto che l’erogazione di determinati benefici deve essere accompagnata dall’onere dell’impresa di applicare il contenuto dei contratti Le leggi sopraindicate prevedono agevolazioni di diverso tipo: esse non violano l’art.
39 Cost.; infatti non impongono alle imprese che ne vogliono beneficiare di aderire alle associazioni sindacali, ma si limitano a indurre gli imprenditori ad attenersi al suddetto onere. Non si tratta quindi di un obbligo diretto, bensì di un mero incentivo.

La Corte costituzionale ha offerto un indirizzo interpretativo in materia di contrattazione collettiva, consolidato dalla sentenza 268/1994. Essa riguarda i contratti collettivi stipulati dai datori di lavoro nel corso delle procedure di crisi (cassa integrazione guadagni, licenziamento collettivo, ecc.): gli strumenti di gestione della crisi possono essere utilizzati dal datore solo se egli, preventivamente, attiva una procedura sindacale. Il datore, in sostanza, deve convocare un tavolo di confronto con le associazioni sindacali al fine di discutere le ragioni legate allo scoppio della crisi e, nella stessa sede, si scelgono i lavoratori da licenziare. Il confronto può concludersi con la stipulazione di un contratto collettivo; se le parti non si accordano sulle misure alternative rispetto al licenziamento o sui criteri di scelta dei lavoratori da estromettere, tuttavia, viene firmato un documento di mancato accordo.
La Corte costituzionale si è soffermata sull’efficacia di cui gode il contratto collettivo stipulato in sede di confronto: essa ha ritenuto che si tratta di un’efficacia generalizzata, dunque erga omnes, valida nei confronti di tutte le componenti aziendali, a prescindere dalla loro adesione alle associazioni sindacali che hanno preso parte alla stipulazione. La Corte, infatti, ha analizzato gli accordi frutto del confronto: si tratta di documenti di gestione volti a regolare la situazione di crisi aziendale; il loro contenuto non è economico-normativo, per questo può essere applicato nei confronti di tutti i dipendenti dell’impresa.