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Iniziativa legislativa del governo


Analogamente a quanto accade nell’ambito dell’emanazione di un decreto legislativo, anche il decreto legge si articola in due fasi, le quali sono disciplinate dall’articolo 15 della legge 400 del 1988.
Contrariamente a quanto accade nel caso dei decreti legislativi, però, la prima fase concernente la pubblicazione dei decreti legge è governativa, mentre la seconda è parlamentare.
L’articolo 15 stabilisce che l’emanazione dei decreti legge spetta al presidente della repubblica, che essi debbano sempre presentare un preambolo in cui siano indicate le circostanze straordinarie che ne giustificano l’adozione, nonché la deliberazione da parte del consiglio dei ministri. Una volta pubblicato, il decreto legge entra in vigore immediatamente.
Il capo dello Stato non può rifiutarsi di emanare un decreto legge. Analogamente a quanto accade per i decreti legislativi, il presidente della repubblica può informalmente influenzarne la redazione. Nel corso della storia costituzionale, però, è accaduto che il presidente della repubblica si sia assunto l’onere di rifiutare l’emanazione di un decreto legge.
Ciò si è verificato ad esempio nel caso di Luana Englaro, paziente tenuta in vita tramite l’alimentazione artificiale. La famiglia ha richiesto di staccare le macchine e ha ottenuto il favore del governo tramite un decreto legge. Il capo dello Stato, che si era già imposto all’iniziativa governativa, si è rifiutato di emanare il decreto legge deliberato dal governo.
L’eccezionalità di quest’intervento è stata sottolineata in relazione al fatto che il capo dello Stato ha la possibilità di intervenire nel corso della seconda fase relativa a un decreto legge, cioè l’approvazione della legge di conversione di un decreto adottato autonomamente dal governo.
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