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Formazione dello Stato moderno


Fra tutti gli ordinamenti giuridici costruiti nel corso della storia ha assunto particolare rilievo, dal XVI secolo in poi, lo Stato (l’espressione «Stato» compare già ne Il Principe di Niccolò Machiavelli).
Gli stati si affermano allorché in varie parti d’Europa alcuni ordinamenti territoriali si organizzano attorno a un princeps, un feudatario che per forza militare, economica o strategica assume posizioni di preminenza rispetto ad altri. Il processo si sviluppa in una duplice direzione, esterna e interna:
a) affermando la propria autonomia nei confronti sia del Papato sia dell’Impero i quali, spesso in conflitto fra di loro, esercitavano o pretendevano di esercitare giurisdizione sui singoli ordinamenti locali;
b) affermando la propria supremazia nei confronti degli ordinamenti particolari che esistevano al loro interno, dagli ordinamenti feudali a quelli corporativi e municipali.
Attraverso questo processo, che si svolge su più piani collegati fra loro, si unificano e nazionalizzano i vari ordinamenti giuridici particolari; si rendono autonomi territori e istituzioni dal patrimonio personale del principe; si formano una burocrazia e un esercito stabili. L’autonomia dai poteri che si contendevano l’universalità, Papato e Impero, trova consacrazione con la fine della Guerra dei Trent’anni e il Trattato di Vestfalia del 1648 (il quale, non a caso, segna anche la nascita del moderno diritto internazionale), mentre la supremazia interna si realizza attraverso il consolidamento della monarchia assoluta nei principali Paesi europei.
Lo Stato moderno è caratterizzato da più elementi, ma due sono quelli più importanti: la politicità e la sovranità.
La politicità (da polis, la città-Stato greca da cui lo Stato riprende talune caratteristiche) sta a indicare che l’ordinamento statale assume fra le proprie finalità la cura, almeno potenzialmente, di tutti gli interessi generali che riguardano una determinata collettività stanziata su un determinato territorio. In forza di ciò lo Stato tende ad assorbire, o più esattamente a sottoporre alle proprie regole, tutti i diversi ordinamenti preposti alla cura di interessi particolari che esistono all’interno dei suoi confini territoriali.
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