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Evoluzione storica delle forme di governo


La moderna classificazione delle forme di governo si è sviluppata nella cornice dello stato ottocentesco, liberale e nazionale. Ciò spiega perché l’elemento al quale è stata attribuita maggiore importanza è il regime giuridico dei rapporti in primo luogo fra capo dello stato e assemblee parlamentari, in secondo luogo fra capo dello stato, assemblee e governo.

In un immaginario albero genealogico il modello primigenio è quello della monarchia inglese che fra Sei e Settecento, a seguito della Gloriosa Rivoluzione, da assoluta quale anch’essa era, si fa monarchia costituzionale. Sappiamo che l’Inghilterra non aveva e tuttora non ha una costituzione scritta. Nondimeno essa si è data nel corso dei secoli un ordinamento costituzionale, che si andò caratterizzando per il progressivo affermarsi della supremazia del parlamento: sia come limite all’esercizio arbitrario del potere regio sia come fonte di legittimazione della stessa dinastia (fu un atto del parlamento a stabilire in caso di trono vacante chi dovesse regnare). In questa fase i poteri dello stato erano concepiti come separati: nel senso che nel luogo della rappresentanza elettiva (la Camera dei Comuni) si facevano sentire interessi diversi e contrapposti rispetto a quelli della corona e della grande nobiltà fondiaria di cui era espressione la camera alta (la Camera dei Lord, ereditaria); il potere di governo, invece, spettava al re che agiva attraverso i suoi consiglieri (ministri).

L’idea dei poteri separati di Locke e Montesquieu avrebbe avuto successo nella Francia rivoluzionaria della fase monarchica e in tutta l’Europa continentale della Restaurazione. Ancor prima, sarebbe stata seguita dagli uomini che a Filadelfia stesero nel 1787 la più antica costituzione scritta in vigore, quella americana. Un re gli americani non lo avevano e non intendevano certamente darselo dopo essersi liberati dalla «tirannia» del re britannico: così pensarono di eleggere un presidente. Inoltre, dal momento che essi, non avendo potuto cogliere l’evoluzione in corso in Inghilterra, credevano, sbagliando, che il governo di sua maestà fosse del tutto separato dal parlamento, delinearono in termini di separazione anche i rapporti fra quel presidente (nel quale l’esecutivo si identificava) e il Congresso (il loro parlamento bicamerale).
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