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Enti ecclesiastici: Procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica


Requisiti
1. Costituzione e approvazione dell’Ente da parte dell’autorità ecclesiastica competente
2. Assenso dell’autorità ecclesiastica e presentazione istanza dell’Ente
3. Avere la propria sede in Italia
4. Avere un fine di religione o di culto. Se l’Ente fa parte della gerarchia ecclesiastica, il fine di religione e di culto è presunto (iuris et de jure)
5. Avere i mezzi sufficienti per raggiungere i fini
6. Evidente utilità dell’Ente

Procedimento

1.a fase: formale domanda del rappresentante dell’ente (o dell’autorità ecclesiastica competente), indirizzata al Ministero dell’Interno, tramite la Prefettura di competenza; pertanto il riconoscimento d’ufficio è escluso.
2.a fase: accertamenti da parte della Pubblica amministrazione
La pratica, corredata di tutta la documentazione, viene istruita, in via preliminare dalla Prefettura. Qualora l‘ente svolga attività strumentali relative alla Pubblica Istruzione, all’assistenza sanitaria, alla qualifica professione o all’assistenza sanitaria, devono essere interpellati gi organi competenti (es. Provveditorato agli Studi, Presidente Azienda sanitaria) per sapere se l’Ente stia rispettando le leggi civili in materia.
3.a fase: trasmissione degli atti al Ministero + parere (legittimità e merito). Istruttoria ministeriale.
4.a fase: Provvedimento di riconoscimento da parte del Ministero dell’Interno
Un tempo, il provvedimento di riconoscimento veniva emesso dal Presidente della Repubblica, dopo aver acquisito il parere obbligatorio del Consiglio di Stato (ora abrogato).
Per i culti acattolici, il Ministro dell’Interno fa la proposta di riconoscimento, il Presidente della Repubblica assume il decreto, dopo aver udito il Consiglio dei Ministri.
Contro il mancato riconoscimento (che deve sempre essere motivato) può essere esperito ricorso agli organi di giustizia amministrativi, per legittimità.
5.a fase: Iscrizione dell’Ente al registro delle persone giuridiche (cf. art.33 c.c.). Lo scopo dell’iscrizione è di equiparare gli enti ecclesiastici alle altre persone giuridiche, per garantire la trasparenza delle loro attività e a tutelare i rapporti giuridici che possono intercorrere fra l’ Ente e terzi.

Altre forme di riconoscimento

- per legge – nel caso di enti che per la loro importanza rendono inutile il riconoscimento seguendo la procedura ordinaria (es. C.E.I. o l’Unione delle Comunità ebraiche
- per antico possesso di stato – qualora l’ente godeva dello status di persona giuridica civile da tempo immemorabile e comunque prima del Concordato Lateranense (es. Santa Sede, Tavola valdese, ecc.)
per procedimento abbreviato – quando l’autorità governativa si limita a controllare la regolarità e la legittimità degli atti dell’autorità ecclesiastica (Istituto per il sostentamento del clero, diocesi, clero, ecc.)
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