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Elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica



La sent. 35/2017 era intervenuta dopo che la bocciatura nel referendum del 4 dicembre 2016 del progetto di riforma costituzionale aveva in pratica fatto cadere anche la legge elettorale del 2015. Pensata per un sistema con una sola camera politica, era evidente che il ballottaggio non aveva più senso una volta che era venuto a mancare quel presupposto.
In un sistema bicamerale paritario – aveva affermato la stessa Corte costituzionale in conclusione della sua sentenza – «la Costituzione, se non impone al legislatore di introdurre, per i due rami del Parlamento, sistemi elettorali identici, tuttavia esige che, al fine di non compromettere il corretto funzionamento della forma di governo parlamentare, i sistemi adottati, pur se differenti, non ostacolino, all’esito delle elezioni, la formazione di maggioranze parlamentari omogenee».

Dopo le sentenze della Corte erano rimasti in piedi due diversi sistemi elettorali: quello della legge del 2005 (per il Senato) e quello della legge del 2015 (per la Camera), meno le parti eliminate dalla Corte. Sul finire della XVII legislatura il Parlamento ha approvato una nuova legge elettorale (l. 3 novembre 2017, n. 165). Come nel caso delle precedenti leggi elettorali, si tratta di una serie di modifiche al testo unico per l’elezione della Camera (d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361) e al testo unico per l’elezione del Senato (d.lgs. 20 dicembre 1993, n. 533). La l. 165/2017 ha introdotto un sistema completamente nuovo e omogeneo per ambedue le Camere, unica differenza restando quella derivante dal requisito costituzionale dell’elezione del Senato «a base regionale» (ma dandone una differente interpretazione rispetto alla legge del 2005).
Le formule elettorali con le quali sono ora eletti i deputati e i senatori del nostro Parlamento hanno carattere misto prevalentemente proporzionale, nel senso che entrambe attribuiscono una quota più ampia di seggi con sistema proporzionale (386 alla Camera, 193 al Senato) e una quota più ridotta con sistema maggioritario (232 alla Camera, 116 al Senato). A questi vanno aggiunti i seggi assegnati nella circoscrizione estero (rispettivamente 12 e 6).