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Efficacia dell’assegno di ricollocazione


Il beneficiario può scegliere di spendere l’assegno presso il centro per l’impiego o presso le agenzie private al fine di essere coadiuvato nell’attività di ricerca di una nuova occupazione. Questa forma di supporto può essere richiesta entro due mesi dall’erogazione dell’assegno e ha una validità di sei mesi, prorogabili per altri sei.
Essa, inoltre, prevede l’affiancamento di un tutor al soggetto disoccupato, al quale è demandato il compito di progettare attività utili alla ricollocazione che il beneficiario ha l’onere di svolgere.
Il disoccupato è tenuto ad accettare offerte di lavoro compatibili con le sue capacità, aspirazioni e possibilità; in caso di rifiuto, ill tutor è incaricato di comunicarlo immediatamente al centro per l’impiego.
L’ANPAl ha stabilito che l’assegno deve essere erogato a risultato occupazionale ottenuto: in sostanza, il lavoratore potrà beneficiare della somma destinatagli soltanto in caso di successo dell’attività di ricollocazione lavorativa. La somma, infine, deve essere proporzionata al contratto di lavoro stipulato: tanto più questo è vantaggioso e stabile, maggiore sarà l’importo dell’ADR.
In sintesi, dunque, ill percorso di reintegrazione lavorativa previsto dal d.lgs. 150/2015 prevede diverse fasi:
- il centro per l’impiego stipula con il soggetto disoccupato il patto di servizio e ne gestisce l’esecuzione per i primi 4 mesi;
- decorso questo termine, il disoccupato può richiedere l’assegno di ricollocazione (ADR), spendibile per attività legate alla reintegrazione lavorativa presso un ente pubblico o privato;
- in caso di buon esito del percorso di reintegrazione, al lavoratore è concessa una somma proporzionata alla stabilità dell’impiego ottenuto.
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