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Disciplina sul consorzio



Due o più imprenditori possono costituire un consorzio al fine di cooperare. La disciplina è stata riformata nel 1976: mentre in passato i consorziati erano responsabili illimitatamente e solidalmente, oggi i terzi possono far valere le proprie pretese solo nei confronti del fondo consortile.

Il consorzio può essere stipulato solo fra imprenditori: in passato le attività consorziate dovevano essere omogenee; oggi possono appartenere anche ad ambiti differenti.

Il contratto di consorzio deve essere redatto per iscritto, a pena di nullità. Esso deve indicare oggetto e durata del consorzio, gli obblighi assunti e i contributi eventualmente dovuti dai consorziati, le condizioni di ammissione dei nuovi consorziati e le sanzioni per l’inadempimento da parte dei consorziati. La forma scritta è richieda anche per successive modificazioni del contratto, la cui adozione richiede il consenso di tutti i consorziati.
L’ammissione di nuovi membri può essere condizionata alla volontà di un organo del consorzio, ma se le condizioni di ammissione non sono specificate occorre il consenso di ogni consorziato.
Anche l’esclusione segue quest’ultima regola: è richiesto il consenso di ogni componente del consorzio. Al fine di accertare l’esatto adempimento delle obbligazioni, i consorziati devono inoltre consentire i controlli e le ispezioni da parte degli organi previsti dal contratto.