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Concetti Chiave

  • Kelsen critica l'idea che il diritto debba essere studiato come un semplice riflesso della società, sostenendo che è necessario prima definire cosa osservare al suo interno.
  • La fallacia naturalistica, secondo Kelsen, evidenzia che non si possono derivare regole universali dal comportamento istintivo degli esseri viventi, rendendo il diritto un concetto distintivo.
  • Per Kelsen, il diritto deve essere inteso come norma giuridica e non come fatto o norma morale, differente dalla posizione degli istituzionalisti.
  • Il filosofo propone una teoria formale del diritto, mirata a studiarne la struttura normativa senza influenze di valori sostanziali.
  • Kelsen contrasta il giusnaturalismo, evidenziando che l'introduzione di giudizi di valore compromette la scientificità nello studio del diritto.

Indice

  1. Kelsen e lo studio del diritto
  2. Fallacia naturalistica e diritto
  3. Normativismo e diritto

Kelsen e lo studio del diritto

Kelsen sostiene che la tesi secondo cui il diritto si debba configurare come studio della società sia scorretta. Egli, infatti, afferma che, per studiare il diritto della società, bisogna innanzitutto sapere cosa è necessario osservare all’interno della società (assunzione formale). Scegliere cosa osservare non è un atto pratico, bensì teorico. Rifacendosi a Popper, Kelsen sostiene che, prima di applicare lo studio del diritto alla società, bisogna sapere cosa si deve osservare, cioè cos’è il diritto. Solo in seguito alla formulazione teorica di un’ipotesi, dice Kelsen, sarà possibile applicare il diritto alla sociologia, dunque a livello pratico. Secondo il filosofo, dunque, non è possibile ridurre il diritto a fatto se prima non se ne definisce il concetto. In sintesi, lo studioso si propose di pervenire a una teoria formale del diritto al fine di studiarne la struttura normativa indipendentemente dai valori sostanziali che tale struttura racchiude: il filosofo condusse uno studio scientifico del diritto, in opposizione al giusnaturallismo, il quale aveva introdotto giudizi di valore, compromettendo la scientificità del suddetto studio.

Fallacia naturalistica e diritto

Kelsen sostiene inoltre che il concetto di natura non sia un concetto desumibile dall’osservazione (essa non può essere ridotta a diritto sulla base degli istinti naturali: il fatto che un leone è portato istintivamente a sgozzare una preda non autorizza un uomo a fare lo stesso con i propri nemici). Ciò introduce il concetto di fallacia naturalistica, secondo cui non è possibile evincere regole naturali universali sulla base della loro particolare applicazione: il diritto, in particolare quello naturale, non può dunque essere un fatto poiché esso non è uguale per tutti gli esseri viventi.

Normativismo e diritto

Non essendo un fatto, il diritto è norma. Mentre secondo gli istituzionalisti il diritto è tale in funzione dell’organizzazione sociale da cui esso è prodotto, Kelsen e i normativisti guardano al diritto a prescindere dalla sua applicazione sostanziale. Secondo Kelsen il diritto non corrisponde né a una norma morale né a un fatto, bensì alla norma giuridica (tale posizione costituisce un truismo, cioè una verità ovvia: Kelsen non fa altro che affermare che il diritto è diritto).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione di Kelsen riguardo allo studio del diritto in relazione alla società?
  2. Kelsen sostiene che il diritto non debba essere studiato come un fatto sociale, ma richiede una definizione teorica del concetto di diritto prima di poterlo applicare alla sociologia. Solo dopo aver formulato un’ipotesi teorica è possibile considerare il diritto a livello pratico.

  3. Cosa implica la fallacia naturalistica secondo Kelsen?
  4. La fallacia naturalistica implica che non si possano dedurre regole universali dal comportamento naturale degli esseri viventi. Kelsen afferma che il diritto non può essere ridotto a un fatto naturale, poiché non è uguale per tutti e non può essere giustificato attraverso istinti naturali.

  5. Come si differenzia la visione di Kelsen sul diritto rispetto agli istituzionalisti?
  6. Kelsen e i normativisti considerano il diritto come norma, indipendentemente dalla sua applicazione sostanziale, mentre gli istituzionalisti lo vedono in funzione dell’organizzazione sociale. Kelsen afferma che il diritto non è né un fatto né una norma morale, ma una norma giuridica.

Domande e risposte

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