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Concetti Chiave

  • Il giudice costituzionale verifica la conformità delle norme ai parametri costituzionali, senza necessità di un contraddittorio, in paesi come l'Italia.
  • La tutela multilivello dei diritti si fonda su tre carte e tre corti, ampliando la protezione giuridica e rispettando le tradizioni nazionali.
  • La Corte europea dei diritti affronta le questioni con metodi flessibili, come il «margine di apprezzamento», e accoglie ricorsi per rimuovere discriminazioni.
  • Nel sistema costituzionale, la protezione degli interessi fondamentali va oltre il diritto soggettivo, includendo statuti e istituzioni più ampie.
  • La transizione dallo stato liberale a quello costituzionale implica un'evoluzione nella concezione delle libertà e dei diritti tutelati.

Indice

  1. Il ruolo del giudice costituzionale
  2. Tutela multilivello dei diritti
  3. Evoluzione della protezione dei diritti

Il ruolo del giudice costituzionale

La presenza del giudice costituzionale, insieme alla circostanza che il singolo interessato non può accedere direttamente ad esso (almeno in quei paesi come l’Italia che conoscono soltanto il ricorso in via incidentale), fa venire meno la tradizionale correlazione fra diritto e azione a tutela di un diritto. Allorché nel corso di un giudizio venga sollevata un’eccezione di costituzionalità, infatti, non necessariamente si deve fare riferimento a un diritto soggettivo: quello che si chiede è di verificare se una determinata norma rispetti un determinato parametro costituzionale (tanto che, coerentemente, il giudizio di costituzionalità può proseguire davanti al giudice costituzionale senza instaurare un necessario contradditorio, potendosi svolgere anche in assenza della parte che ha sollevato l’eccezione).

Tutela multilivello dei diritti

La tutela multilivello dei diritti, basata su tre carte (la costituzione nazionale, la Convenzione fra i paesi del Consiglio d’Europa, la Carta dei diritti dell’Unione europea) e su tre corti (quella costituzionale di ogni stato, quella di Strasburgo, quella del Lussemburgo), da un lato induce a espandere il novero delle situazioni giuridiche tutelate, dall’altro a tenere conto delle diverse tradizioni giuridiche nazionali (ad esempio, nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo attraverso il «margine di apprezzamento» riconosciuto agli stati). A ciò si aggiunga la tendenza della Corte europea dei diritti, cui si può accedere con ricorso individuale, sia pure in via sussidiaria, ad affrontare le questioni ad essa sottoposte con duttilità, secondo un metodo casistico, al di fuori della logica prevalentemente deduttiva che ha retto la teoria dei diritti soggettivi. Non infrequente, peraltro, è la tendenza ad accogliere i ricorsi non per riconoscere al ricorrente un diritto, ma al solo fine di rimuovere, in un dato contesto, una discriminazione.

Evoluzione della protezione dei diritti

In ogni caso, proteggere un interesse fondamentale con lo scudo del diritto soggettivo oggi può non bastare. Nello stato liberale le libertà tendevano a esaurirsi nella tutela di un diritto soggettivo; nello stato costituzionale, invece, esse tendono a tradursi, oltre che in diritti soggettivi, in più ampi «statuti» o «istituzioni».

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo del giudice costituzionale nel contesto del diritto e dell'azione a tutela dei diritti?
  2. Il giudice costituzionale verifica se una norma rispetta un parametro costituzionale, senza necessità di un diritto soggettivo specifico, e può procedere anche in assenza della parte che ha sollevato l'eccezione (come indicato nel testo).

  3. Come si articola la tutela multilivello dei diritti in Europa?
  4. La tutela multilivello si basa su tre carte (costituzione nazionale, Convenzione del Consiglio d’Europa, Carta dei diritti dell’Unione europea) e tre corti (costituzionale, di Strasburgo, di Lussemburgo), ampliando le situazioni giuridiche tutelate e rispettando le tradizioni giuridiche nazionali (come evidenziato nel testo).

  5. In che modo è cambiata la protezione dei diritti nel passaggio dallo stato liberale a quello costituzionale?
  6. Oggi, proteggere un interesse fondamentale richiede più di un diritto soggettivo; nello stato costituzionale, le libertà si traducono in diritti soggettivi e in più ampi "statuti" o "istituzioni", come descritto nel testo.

Domande e risposte

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