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Deliberazione dei testi unici


I testi unici normativi sono deliberati dal governo nella forma di decreti legislativi sulla base di una legge di delegazione del Parlamento ex art. 76 Cost. (anche se spesso si tratta di una delega anomala, in quanto disposta senza fissazione di principi e criteri direttivi, che dovranno essere desunti dalla legislazione che si tratta di unificare).
I testi unici compilativi, invece, sono deliberati dal governo sulla base non di una delega legislativa ma di una mera autorizzazione (prevista in via permanente dall’art. 17-bis della l. 400/1988).
Un diverso tentativo di razionalizzare il complesso normativo presente nel nostro ordinamento è stato condotto facendo ricorso a norme appositamente mirate alla riduzione del numero degli atti legislativi formalmente vigenti (chiamate per l’appunto taglia-leggi: v. art. 14 della l. 246/2005 e i successivi decreti legislativi 179/2009 e 212/2010).
Spesso, i testi unici hanno ad oggetto l’analisi costruttiva del novero dei diritti, in continua evoluzione. Il catalogo dei diritti, infatti, si è andato nel tempo arricchendo, tanto che si parla di una prima, di una seconda, di una terza e, ora, di una quarta generazione dei diritti. Ma sono andati altresì arricchendosi gli strumenti di tutela, al punto che si parla di tutela multilivello dei diritti.

La formazione dello stato moderno è stata accompagnata da una serie di dichiarazioni dei diritti: dalla Petition of Right del 1628 al Bill of Rights del 1689 in Inghilterra, dalla Dichiarazione di Indipendenza americana del 4 luglio 1776 al Bill of Rights della Costituzione degli Stati Uniti (i primi dieci emendamenti del 1791). Tuttavia, il primo organico riconoscimento delle libertà fondamentali viene considerato la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, con la quale i rappresentanti del popolo francese proclamarono nel 1789 «i diritti naturali, inalienabili e sacri dell’uomo». L’importanza rivestita dalla Dichiarazione è rafforzata dal valore giuridico che ad essa derivò dall’inserimento nella Costituzione del 3 settembre 1791, e che essa conserva a tutt’oggi attraverso il richiamo nel preambolo dell’attuale Costituzione francese (1958).
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