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DDL di bilancio governativo



È ormai divenuta prassi comune che il Governo, durante il dibattito parlamentare sulla legge di bilancio, ponga la questione di fiducia sul testo del disegno di legge (d’ora in avanti “ddl”) di bilancio di previsione (va osservato che l’art. 81 Cost. molto opportunamente non prevede che un’eventuale mancata approvazione del ddl di bilancio governativo da parte del Parlamento comporti automaticamente la sfiducia al Governo).

Spesso (sempre più frequentemente a partire dalla metà degli anni ’90 dello scorso secolo) insieme alla fiducia il Governo ha proposto un “maxi-emendamento” che ingloba e seleziona tutti gli emendamenti graditi al governo presentati nelle Commissioni parlamentari, ed esclude tutti gli altri.

Ciò è accaduto, talvolta, per reagire a pratiche ostruzionistiche della minoranza parlamentare che può cercare di ritardare o di “bloccare” l’approvazione del ddl governativo presentando un numero elevatissimo di proposte di emendamento.
L’effetto di queste pratiche, in tali casi, è quello di “troncare” il dibattito parlamentare, anche per evitarne le degenerazioni strumentali.
Ma ciò, in altre occasioni, è servito anche allo scopo di superare le fragilità politiche interne alla stessa maggioranza parlamentare di una data legislatura, o, com’è avvenuto in occasione dell’approvazione della Legge di bilancio per il 2019, per “forzare” il dibattito parlamentare a seguito della significativa “riscrittura” del ddl della Legge di Bilancio da parte dello stesso Governo.