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D.lgs. 206/2005 (codice del consumo)



La pubblicazione del decreto legislativo 206/2005 (codice del consumo) determinò l’abrogazione delle leggi sulla tutela del consumatore fino ad allora vigenti. La disciplina fu riscritta e molti suoi aspetti mutarono.
Ciiononostante, il Codice del consumo non è stato in grado di rispondere esaustivamente a tutte le vicende inerenti la tutela della parte debole nei rapporti negoziali (non tratta, ad esempio, la materia dell’intermediazione finanziaria).

Le norme di tutela del consumatore si applicano ai rapporti in cui le parti instaurano un dialogo caratterizzato da un potenziale squilibrio: il professionista (fornitore, produttore, ecc.) è il contraente forte; il consumatore (persona fisica che agisce sulla base di interessi privati) tende a soccombere dinanzi alla posizione consolidata della controparte.

La disciplina sulla tutela del consumatore si avvale di numerosi requisiti formali che talora concernono propriamente la forma contrattuale, altre volte impongono obblighi di informazione volti a tutelare il consumatore da eventuali abusi fondati sulla mancata conoscenza delle condizioni generali di contratto.
La forma di tutela più efficace risiede nella possibilità di dichiarare il contratto nullo, cioè inefficace. La nullità è rilevabile d’ufficio: ciò rende estremamente agevole rilevare l’eventuale mancanza dei requisiti contrattuali.