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D.l. preventivi alla legge di bilancio e decreti correttivi



Durante la sessione di bilancio il parlamento attribuisce un’effettiva corsia preferenziale all’analisi e all’approvazione di alcuni atti giuridici. Fra questi, i principali sono:
- decreti-legge presentati prima del ddl di bilancio, che anticipano misure giuridiche ed effetti economici che altrimenti avrebbero dovuto “attendere” la legge di bilancio;
- decreti-legge con cui si attuano le “manovre correttive” (spesso dopo pochissimi mesi dall’approvazione della manovra finanziaria con la legge di bilancio di dicembre).

L’uso del decreto-legge è ad esempio facilitato dal fatto che le leggi di conversione dei decreti-legge in scadenza possono essere approvati anche durante la sessione parlamentare di bilancio.

Le stesse esigenze di rapidità nella gestione del bilancio, e del suo adeguamento al mutare degli eventi, richiedono che, sempre nel rapporto “Governo/Parlamento, del bilancio venga esaltato maggiormente il ruolo di strumento di gestione amministrativa, piuttosto che di strumento di controllo politico preventivo (l’asse del confronto politico ormai è spostato nel rapporto “Stato/Unione europea”, ovvero “Governo nazionale/Commissione UE”).
Si è avvertita sempre più l’esigenza, quindi, che il Parlamento con il suo voto limitasse in misura minore la gestione dell’attività finanziaria da parte del Governo. Lo scopo è evitare che, qualora durante la gestione del bilancio approvato si renda necessaria una sua modifica (ad esempio per re-indirizzare risorse finanziarie da una spesa che si rivela meno prioritaria ad un’altra che invece è giudicata più importante), si debba per forza e in ogni caso ricorrere ad un nuovo intervento legislativo (tra i normali strumenti del ciclo di bilancio è comunque prevista la “Legge di assestamento”, cfr. art. 33 Legge 196/2009).