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Riforme di Lucio Cornelio Silla



Egli effettuò riforme anche nell'ambito dei tribuni della plebe. I tribuni della plebe avevano messo spesso in difficoltà il Senato, così Silla pensò di ridurre i loro poteri. Infatti molti tribuni non erano plebei, ma aristocratici che con il tribunato cercavano di accattivarsi i favori della plebe, che li avrebbe sostenuti poi nell'elezione di cariche maggiori.
Quindi con questa riforma venne impedito ai tribuni di accedere a cariche superiori e inoltre venne eliminato il diritto di veto.

Un altra riforma che essi compì fu quella che riguardava i limiti temporali per essere rieletto console. Silla nelle sue disposizioni dichiarava che per essere eletto console, per la seconda volta, bisognava che fossero passati almeno 10 anni.

Separò l'impero in imperium domi e imperium militie. I consoli dovevano occuparsi dei doveri del cittadino e del governo della città, mentre i proconsoli dovevano occuparsi delle azioni belliche. La conduzione dell'esercito venne affidata ad esperti.

Gli eserciti prima che arrivassero al Rubicone dovevano scogliersi.



Tuttavia nonostante la copiosa quantità di riforme, Silla rimase al potere molto poco, il tempo necessario per attuare appunto le sue riforme. Dopo 3 anni di dittatura, si ritirò a vita privata nel 79 a.c e morì l'anno successivo. Abbiamo solo due casi di personaggi che in carica dopo poco si dimettono e sono appunto Silla e poi Diocleziano. In entrambi i casi il fatto della rinuncia al potere porta l'avvento del caos e del rinnovo delle guerre civili. Con la morte di Silla tuttavia le riforme vennero abbandonate e si ritornò all precedente assetto costituzionale, ripristinando il valore delle magistrature.
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