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Convenzioni patrimoniali



Le convenzioni matrimoniali sono gli accordi con i quali gli sposi si adottano un regime patrimoniale della famiglia diverso da quello della comunione legale (art. 159), ovvero modificando quello in atto.
Si tratta di atti di natura negoziale, caratterizzati da una coppia disciplina, ai quali quella generale in materia di contratto sembra poter essere applicata solo in quanto compatibile con tale specifica disciplina.


L’autonomia delle parti, le quali possono avvalersi dei regimi tipizzati dal Legislatore o anche dar vita a regimi atipici, incontra il limite del carattere inderogabile dei diritti e dei doveri conseguenti al matrimonio (Art 160). L’allusione è rivolta al “dovere di contribuzione” che sostanzia il regime primario e che svolge il ruolo di cerniera tra i profili personali e quelli economici del rapporto matrimoniale.
In seguito alla riforma del 1975, sono vietate le convenzioni tendenti a far comunque rivivere il regime della dote, soppresso successivamente alla riforma in quanto esso era tipicamente espressione del modello di organizzazione familiare sconfessato (fondato sulla preminenza del ruolo del marito) (Art.166 bis).
Poiché il regime patrimoniale della famiglia interessa i rapporti dei coniugi con i terzi, è previsto un peculiare regime di pubblicità, permettere questi ultimi a conoscenza del regime patrimoniale di chi sia coniugato.infatti, ai fini dell’opponibilità ai terzi, le convenzioni devono risultare annotate a margine dell’atto di matrimonio, contenente l’indicazione della relativa data, del notaio rogatario dell’atto e delle generalità dei contraenti. (Art.162)