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Convenzione di Ginevra del 1956


Oltre che dalle fonti interne, il trasporto è disciplinato anche da Convenzioni internazionali. Per ciò che riguarda il trasporto terrestre, la fonte internazionale di riferimento è la Convenzione di Ginevra del 1956 (CMR). I presupposti per la sua applicazione sono indicati all’articolo 1 della Convenzione stessa. Occorre che:
- il trasporto sia eseguito su strada mediante l’utilizzo di mezzi terrrestri (treni, camion, veicoli, automobili, ecc.);
- deve trattarsi di un trasporto a titolo oneroso;
- il trasporto deve essere internazionale (luogo di partenza e di destinazione devono essere situati in due Paesi diversi, di cui almeno uno deve far parte della Convenzione.
Gli studiosi si sono chiesti se, in presenza dei tre requisiti sopraindicati, la Convenzione debba trovare necessariamente e obbligatoriamente applicazione. La soluzione al quesito è stata individuata dall’articolo 6 della Convenzione di Ginevra, il quale stabilisce che la fonte si applica salvo patto contrario (salva, cioè, diversa volontà delle parti).
In sostanza, l’applicazione della Convenzione di Ginevra è subordinata alla volontà delle parti.
L’articolo 17 della CMR stabilisce che il vettore è responsabile in tre ipotesi. Egli risponde di:
- perdita delle merci;
- avaria dei beni trasportati;
- ritardo nel trasporto sulla base di quanto stabilito dal contratto.
La disciplina relativa al regime di responsabilità che grava sul vettore, dunque, è estremamente rigorosa sia in ambito nazionale sia in ambito internazionale. Le ipotesi che consentono al vettore di liberarsi da responsabilità non sono molte e rispondono a una regolamentazione molto rigida.
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