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Contenuto del rapporto di responsabilità internazionale


Il fatto illecito costituisce una fonte di obbligazione tra lo stato leso e lo stato danneggiante: in capo a quest’ultimo, infatti, sorge responsabilità che si traduce nell’obbligo di riparazione, relativo a tutte le conseguenze negative provocate dalla condotta illecita, tenendo dunque conto dei danni sia materiali che immateriali.
(Restituzione, compensazione e soddisfazione, quest’ultima inerente al riconoscimento della violazione e alla manifestazione di rammarico o scuse).
Una prima forma di riparazione è quella relativa al danno giuridico, cioè all’indebolimento dell’efficacia giuridica della regola violata, a cui lo stato danneggiante può porre parzialmente rimedio tramite un’apposita dichiarazione di illiceità del comportamento assunto e un’idonea garanzia di non ripetizione dell’illecito in questione, oltre la cessazione dell’illecito, che però non è condizione necessaria solo nei casi in cui l’illecito non sia già cessato.
In generale, il concetto di restituzione è costituito dall’insieme dei comportamenti necessari a ripristinare, per quanto possibile, lo stato preesistente la violazione: esso, pertanto, consta della riparazione in senso stretto, che prevede ill risarcimento dei danni provocati dal momento della commissione dell’illecito a quello della restituzione, e in senso ampio, di natura dichiarativa. Inoltre, quando il danno di natura materiale incide su diritti di credito, il risarcimento deve comprendere sia il danno emergente che il lucro cessante.
Nell’ambito penale internazionale, un ruolo essenziale è svolto dall’Organizzazione mondiale del commercio. Nel 1994, il sistema di risoluzione delle controversie adottato dall’OMC consentì l’integrazione dell’elemento diplomatico con quello giurisdizionale: infatti, in primo luogo si può procedere a negoziato, mediazione, buoni uffici o conciliazione; in secondo luogo si procede giuridicamente per pretese violazioni degli accordi OMC. Questo procedimento consta di due fasi di giudizio:
- la prima si svolge di fronte al panel (gruppo speciale) e accerta la presunta violazione degli accordi tramite la redazione di un rapporto in cui vengono esaminati sia gli elementi di fatto che quelli di diritto della causa;
- la seconda si tiene dinanzi all’organo d’appello dell’OMC (organo permanente), il quale verifica la legittimità giuridica delle conclusioni del panel.
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