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Contratto di lavoro e capacità del lavoratore


Per far parte del contratto di lavoro, oltre alla capacità di agire il lavoratore deve godere di una capacità giuridica speciale, che si acquista quando si è concluso il periodo di istruzione obbligatoria, dunque a sedici anni.
L’Ispettorato del lavoro può autorizzare, previo assenso scritto dei titolari della potestà genitoriale, l’impiego dei minori in attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo, salvo che si tratti di attività pericolose o non sicure.
La legge 977/1967 impone il divieto di adibire bambini e adolescenti a determinati lavori, speciali regimi di orario e di riposo, oltre ad attività di lavoro notturno.
In generale, il contratto di lavoro si fonda sul consenso delle parti. Nei contratti di lavoro standard questo può essere espresso anche in forma verbale, perché il requisito della forma scritta non è richiesto né ad substantiam né ad probationem; viceversa, nei contratti di lavoro subordinato non standard o atipici, la forma scritta rappresenta un requisito obbligatorio ad substantiam. In quest’ultima categoria di contratti, la forma scritta deve riguardare proprio le deviazioni dalla disciplina tipica.

In conformità a quanto disposto da una direttiva europea, la legge italiana impone al datore di lavoro l’obbligo di fornire al lavoratore, entro trenta giorni dalla data di assunzione, informazioni in merito all’identità delle parti, al luogo di lavoro, la data di inizio e la durata del rapporto di lavoro e le mansioni attribuitegli.
La prestazione del lavoratore è generalmente un’obbligazione di fare che richiede l’erogazione di energie psicofisiche: essa, pertanto, si configura come prestazione infungibile poiché deve essere compiuta personalmente dal lavoratore.
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