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Concetto giuridico di pena


[La pena è la sanzione tipica del diritto penale; l’illecito penale prende il nome di reato]. La parola pena caratterizza e connota l’ordinamento penale: non solo perché “penale” deriva da pena, ma anche perché la pena, per la peculiarità che la contraddistingue, incide sia sui principi che governano il diritto penale, sia sulla selezione dei fatti che il legislatore sceglie di configurare come reati.
La pena, in particolare quella detentiva, è l’unica sanzione dell’ordinamento che incide sul bene della libertà personale, che è costituzionalmente tutelato. La pena, inoltre, incide sempre, direttamente o indirettamente, sulla dignità personale. Si pensi, ad esempio, all’effetto stigmatizzante che circonda chi è condannato a scontare una pena (o è anche solo indagato in un processo penale).
Il diritto penale, che ha come oggetto la materia penale, mira a proteggere i diritti fondamentali dell’individuo, ma lo fa comprimendo a propria volta alcuni diritti fondamentali (libertà personale, dignità). Per questo motivo il ricorso al diritto penale va limitato alla tutela di quei beni che hanno un rilievo almeno pari a quelli che la sanzione penale colpisce. Più precisamente, il diritto penale deve intervenire a tutela dei beni giuridici di rilievo costituzionale (diretto o indiretto, esplicito o implicito). Questa è la concezione costituzionalmente orientata del bene giuridico, il cui padre è Franco Bricola. Si tratta di una teoria di stampo liberale, tesa a limitare l’intervento del diritto penale.
Il diritto penale si fonda su tre principi essenziali:
- il principio di extrema ratio o sussidiarietà, che prevede l’intervento del diritto penale solo laddove non sia possibile tutelare adeguatamente un bene con strumenti meno invasivi;
- il principio di frammentarietà, secondo il quale l’intervento del diritto penale è giustificato esclusivamente in relazione a specifiche modalità di aggressione di un bene;
- il principio di legalità, costituzionalizzato dal secondo comma dell’articolo 25, il quale sancisce che «nessuno può essere punito se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso».
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