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Forme di stato



L’espressione «forma di stato» attiene al rapporto che, all’interno di una comunità, si instaura tra governanti e governati. Con riferimento al modo in cui vengono organizzati i rapporti fra governanti e governati e al modo in cui vengono perseguiti i fini politici della comunità considerata, si possono individuare le seguenti forme di stato:

•  lo stato assoluto; •  lo stato liberale;
•  lo stato liberal-democratico (che in diversi paesi europei si caratterizza come stato sociale);

•  lo stato fascista; •  lo stato socialista;
•  lo stato confessionale.

Dopo la dissoluzione dell’ordinamento feudale (che secondo alcune classificazioni viene considerato una forma di stato, ma in realtà precede lo stato moderno), alla fine del Medioevo e all’inizio dell’era moderna si afferma lo stato assoluto. Esso si caratterizza per:

a) la legittimazione del sovrano direttamente da Dio;

b) l’accentramento in capo al sovrano – e ai suoi delegati – di tutto il potere pubblico senza distinzione fra le diverse funzioni;

c) la rigida divisione in classi sociali e il riconoscimento all’aristocrazia, per lo più di origine feudale, di una condizione particolare grazie a privilegi, immunità, franchigie e così via.

Lo stato liberale e lo stato liberaldemocratico, che del primo rappresenta una evoluzione, traggono le loro origini dal superamento dello stato assoluto. Lo stato liberale è il frutto della lotta vittoriosa della borghesia – il «terzo stato» – contro l’aristocrazia e l’alto clero (le due classi egemoni durante l’ancien régime), che si realizza nel periodo che va dalla Glorious Revolution del 1688-89 in Inghilterra alla Rivoluzione americana del 1776, dalla Rivoluzione francese del 1789 alle rivoluzioni europee del 1848. Esso è contrassegnato da una base sociale ristretta, poiché il diritto di voto è riservato a coloro i quali possiedono un determinato censo o determinate capacità (perciò è chiamato stato monoclasse), ma riconosce a tutti i cittadini i diritti di proprietà e di libertà, garantiti da regole di diritto generali e astratte, vincolanti anche per la pubblica amministrazione e tutelate da giudici indipendenti (per queste ragioni viene definito stato di diritto).
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