Ominide 6536 punti

Concetto giuridico di cittadinanza italiana


In Italia, la tutela dei diritti fondamentali è rivolta ai cittadini italiani. L’idea secondo cui ogni essere umano gode di diritti fondamentali e inalienabili individua un requisito fondamentale nel vincolo di cittadinanza, cioè l’appartenenza di un soggetto alla comunità che garantisce i suddetti diritti. La garanzia dei diritti, inoltre, deve essere sempre affiancata dall’attuazione di specifici doveri: la tutela dei diritti deve quindi essere contraccambiata dall’esecuzione dei doveri che tutti i cittadini sono chiamati ad adempiere, come ad esempio il dovere di contribuire al progresso della società attraverso il lavoro o il dovere di pagare le tasse.
L’articolo 2 della Costituzione italiana stabilisce che la repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili della persona umana. Il riconoscimento dei diritti inalienabili, però, è affiancato all’esortazione di adempiere specifici doveri. Lo stesso articolo, infatti, continua dicendo che la repubblica «richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale». L’aggettivo «inderogabili» denota la necessità che le stesse persone a cui sono garantiti i diritti inviolabili sono chiamate ad adempiere i cosiddetti «doveri di solidarietà».
La legge che definisce e regola il concetto di cittadinanza è la legge 91 del 1992. Essa fu introdotta ottant’anni dopo la precedente disposizione che disciplinava le procedure e i presupposti tramite cui si acquisisce la cittadinanza italiana. Al giorno d’oggi, il concetto di cittadinanza italiana è riconducibili a due ipotesi: il cosiddetto «ius sanguinis», criterio che trasmette la cittadinanza sulla base del fatto che uno dei due genitori è cittadino italiano; e lo «ius soli», che invece evoca il diritto di acquisizione della cittadinanza del territorio in cui si è nati, a prescindere dall’origine dei propri genitori. Nell’ordinamento giuridico italiano prevale sempre il criterio dello ius sanguinis, integrato in specifici casi dal criterio dello ius soli. Tale concezione è espressa in modo eloquente dall’articolo 1 della legge 92 del 1992, la quale sancisce che «è cittadino italiano chi è figlio di genitori italiani e, in secondo luogo, chi nasce all’interno del territorio italiano».
Un soggetto che nasce in Italia da genitori né ignoti né apolidi ma che è originario di un Paese in cui prevale lo ius soli può diventare cittadino italiano sulla base del suddetto criterio. La legge 92 prescrive inoltre ulteriori modalità tramite cui è possibile acquisire una cittadinanza diversa o la cittadinanza italiana anche in seguito alla nascita.
Hai bisogno di aiuto in Diritto?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email