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Le commissioni


Per organizzare più efficientemente i lavori, ciascuna Camera si divide in commissioni legislative permanenti, formate da parlamentari di vari partiti in proporzione alla loro presenza nelle Camere di cui sono espressione. Ogni commissione si occupa di una determinata materia ed esamina tutti i progetti di legge di sua competenza. A tale riguardo esistono due tipi di commissione:
• la commissione referente, che si limita a redigere una relazione sul progetto a tutti gli altri deputati al momento della presentazione all'assemblea per il voto;
• la commissione deliberante, che, se delegata a cio' dall'assemblea, puo' votare direttamente il progetto di legge (procedimento abbreviato); cio' é possibile per leggi di minore importanza, perché la Costituzione vieta questo meccanismo per alcune leggi, come l'approvazione del bilancio dello Stato.

Possono inoltre essere costituiti altri organismi, come le commissioni di inchiesta, per condurre indagini su temi rilevanti dal punto di vista sociale o politico, oppure le cosiddette commissioni bicamerali, cosi' chiamate perché formate da deputati e da senatori, costituite per elaborare progetti di particolare rilevanza per i quali sia preferibile una più stretta collaborazione tra i due rami del Parlamento.

La durata normale del Parlamento, cioé la legislatura, é di cinque anni, a meno che non si verifichi lo scioglimento anticipato. La convocazione iniziale spetta al Presidente della Repubblica entro venti giorni dalle elezioni, mentre le convocazioni successive si svolgono secondo quanto stabilito dall'art. 62 Cost., che distingue fra convocazioni straordinarie o di diritto.
Il periodo continuativo di lavoro tra una convocazione e l'altra viene detto sessione e le singole riunioni sono denominate sedute.

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