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La cittadinanza
Lo Stato italiano è particolarmente esposto ai fenomeni migratori, diventati significativi a partire dagli anni '60.
La cittadinanza è il rapporto fondamentale che si instaura tra lo Stato e i singoli individui e indica l'appartenenza di un soggetto allo Stato.
La Costituzione non prevede una definizione di cittadinanza e nell'articolo 22 stabilisce il divieto di privazione della cittadinanza per motivi politici rivolgendosi soltanto ai cittadini ed escludendo gli stranieri.
La Costituzione riserva allo Stato la disciplina della condizione dello straniero. Tale potestà deve essere esercitata nel rispetto degli obblighi internazionali in conformità dei trattati internazionali.
La cittadinanza è la condizione per l'esercizio di diritti e doveri come i diritti politici, l'elettorato attivo e passivo ma anche il dovere di difendere la patria e di concorrere alle spese pubbliche in relazione alla capacità contributiva.

L'Unione Europea riconosce agli Stati membri il potere di stabilire i criteri di base per la condizione di cittadino attraverso i quali essa riconosce lo status di cittadino europeo.

LEGGE 91 DEL 1992
La legge 91 del 1992 disciplina la cittadinanza e pone come criterio principale per l'acquisizione della cittadinanza lo Ius Sanguinis(diritto di sangue), che prevede che acquistino la cittadinanza coloro che nascono da un genitore avente la cittadinanza italiana in qualunque posto si trovino.

Lo Ius Soli(diritto di suolo) può essere utilizzato solo in alcuni casi e prevede che acquistino la cittadinanza coloro che nascono nel territorio italiano e aventi genitori ignoti o apolidi.

La cittadinanza viene acquisita anche quando:

Lo straniero ha risieduto regolarmente e ininterrottamente in Italia fino al raggiungimento della maggiore età e abbia espresso la volontà di acquisire la cittadinanza un anno prima del compimento dei 18 anni.
Lo straniero ha contratto un matrimonio con cittadini italiani purchè esso abbia risieduto nel territorio italiano per almeno 6 mesi altrimenti viene acquisita dopo 3 anni.
Lo straniero richiede la cittadinanza per concessione da parte della Pubblica Amministrazione purchè esso abbia risieduto nel territorio italiano ininterrottamente e sia attualmente presente. Può essere concessa anche:
Allo straniero che abbia prestato servizio, anche all'estero, per 5 anni alle dipendenze dello Stato
Allo straniero che risiede legalmente da 10 anni nel territorio italiano
Al cittadino comunitario se risiede legalmente da 4 anni nel territorio italiano
Allo straniero maggiorenne adottato dal cittadino italiano purchè lo straniero risieda da 5 anni nel territorio italiano.
LEGGE 94 DEL 2009
La legge 94 del 2009 ha modificato in primo luogo le richieste d acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione che sono soggette al pagamento di un contributo di 200 euro.

Introduce una disciplina più rigorosa per l'acquisto della cittadinanza da parte del coniuge straniero o apolide.
La residenza necessaria all'acquisto della cittadinanza in caso di matrimonio in Italia con prole è di 1 anno mentre senza prole 2 anni.
All'estero la residenza per l'acquisto della cittadinanza per matrimonio è di 18 mesi se sono presenti figli o 3 anni se non ci sono.

DISTINZIONE TRA CITTADINI E STRANIERI

I cittadini:
Hanno il diritto di circolare nel territorio dello Stato e di fissarvi la residenza liberamente
Possono essere soggetti solo a provvedimenti di estradizione regolati da accordi internazionali
Hanno piena capacità giuridica
Hanno diritto all'elettorato attivo e passivo e di accedere alle cariche politiche
Hanno il diritto alla protezione diplomatica da parte dello Stato contro gli atti degli stranieri

Gli Stranieri:
Devono sottostare a limitazioni ed autorizzazioni, potendo essere espulsi.
Hanno una capacità giuridica limitata


Il problema è quello di accertare se i diritti riservati ai cittadini possono essere estesi agli stranieri.
La Corte Costituzionale ha affermato che i diritti di libertà possono essere estesi agli individui in quanto uomini con riferimento all'articolo 2 della Costituzione che riconosce i diritti inviolabili dell'uomo.
Gli studiosi hanno affermato che accanto alla cittadinanza legale debba coesistere una cittadinanza sociale che comporta l'attribuzione degli stessi diritti a tutti coloro che risiedono nel territorio italiano.
La corte Costituzionale non ha escluso che tra cittadino e straniero purchè uguali nella titolarità di diritti, esistono differenze di fatto che possono giustificare un loro diverso trattamento nel godimento dei diritti ed è per questo che sono stati ammessi limiti di tempo ed autorizzazioni per gli stranieri.

Nella VII legislatura sono state formulate alcune proposte di legge che mirano a ridurre la distinzione tra cittadini e stranieri e ampliano le ipotesi di acquisto della cittadinanza in base al criterio dello Ius Soli(diritto di suolo).

NUOVE PROPOSTE DI LEGGE

Acquisizione della cittadinanza per nascita da un genitore straniero soggiornante o residente legalmente e regolarmente nel territorio italiano per un periodo che varia da un minimo di 1 anno a un massimo di 5 anni
Acquisto della cittadinanza da parte di minori stranieri nati o entrati in Italia nei primi anni di vita e che vi hanno soggiornato e risieduto legalmente fino alla maggiore età(Ius domicilii). Se il figlio ha fatto ingresso entro il 10°anno di età è richiesta la frequenza di un corso di istruzione presso istituti scolastici appartenenti al sistema nazionale di istruzione
Acquisto della cittadinanza da parte del minore che frequenta corsi di istruzione presso istituti del sistema nazionale di istruzione per ottenere una qualifica professionale(Ius culturae). Alcune proposte prevedono la frequenza di almeno 8 anni o il completamento con esito positivo di un corso di formazione con il conseguimento di una qualifica professionale.

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