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Il caso giuridico dell’intervento in Iraq


Mentre la guerra in Afghanistan nel 2001 venne giustificata come legittima risposta agli attacchi terroristici negli Stati Uniti dell’11 settembre, la guerra in Iraq nel 2003 fu motivo di profonda divisione: chi era a favore dell’intervento (Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna) si richiamò a una serie di risoluzioni Onu che avevano condannato l’Iraq per la questione delle armi di distruzione di massa (da ultimo avvertendolo di «gravi conseguenze» con la risoluzione 1441/2002); chi era contrario (Francia, Germania, Russia) non ritenne quelle risoluzioni sufficienti per legittimare l’intervento, in mancanza di una esplicita autorizzazione.
A seguito dell’intervento della coalizione guidata dagli Stati Uniti e della caduta del regime di Saddam Hussein, il Consiglio di sicurezza (con la risoluzione 1546/2004) sancì il passaggio da un regime di occupazione militare a una missione «autorizzata», poi prolungata su richiesta del governo iracheno fino al 31 dicembre 2008. Da quella data la presenza di truppe straniere fu regolata da accordi bilaterali: come previsto da questi, le forze Usa lasciarono il paese alla fine del 2011.

A differenza della decisione di invadere l’Iraq nel 2003, l’autorizzazione del Consiglio di sicurezza all’uso della forza c’è stata invece nel caso del conflitto insorto in Libia nel 2011 (v. la risoluzione 1973/2011, che escluse tuttavia l’invio di una forza occupante). Ciò consentì a una coalizione di diversi paesi l’intervento militare (voluto principalmente da Francia e Gran Bretagna) che portò alla caduta del regime di Muammar Gheddafi.
Suscitò aspre polemiche l’impegno militare in Kosovo nel 1999, dal momento che l’intervento fu deciso e attuato nell’ambito della Nato senza l’avallo dell’Onu. Analoghe polemiche suscitò, nel caso della guerra in Iraq, prima il sostegno alla coalizione guidata dagli Stati Uniti, tradottosi nel consenso all’utilizzo delle basi americane presenti sul territorio nazionale, e poi, sia pure a regime abbattuto, l’invio di un contingente militare (2003-06).
Queste e altre vicende recenti (si pensi alla lunga guerra civile in Siria) hanno rilanciato la discussione sul ruolo e sull’efficacia dell’Onu e sull’opportunità di una sua riforma.
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