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Carta costituzionale



A sei anni di distanza dal varo del Codice civile fu emanata la Costituzione della Repubblica italiana (1948). Essa rappresentò il Mugello delle libertà riconquistate dopo un periodo caratterizzato dal dominio di un regime totalitario.
A differenza di quanto si possa pensare, la carta costituzionale non attiene alla mera organizzazione costituzionale dello Stato, ma contiene una serie di principi attorno ai quali ruota l’intero sistema legislativo e politico dell’Italia.

La Costituzione ha un’efficacia diretta anche sui rapporti di diritto privato: lo Stato ha la facoltà di esercitare poteri d’imperio che all’ente privato sono preclusi (ne è un esempio l’espropriazione).
Dunque, mentre i rapporti fra privati si svolgono in un piano paritario, le contese fra stato e persone fisiche o giuridiche ammette un ruolo preminente del primo.

Nel 1948 i giuristi sono stati chiamati a effettuare una rilettura delle norme privatistiche alla luce del dettato costituzionale.
Oggi si guarda al diritto privato come a un diritto particolarmente attento all’individuo in quanto tale e ai valori che egli è in grado di esprimere. Così, gli stessi interessi patrimoniali sono destinati a cedere dinanzi agli interessi che fanno capo alla persona in quanto tale. Il rapporto fra interessi patrimoniali e interessi personali è in continua evoluzione.