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Caratteristiche dei diritti fondamentali


Per comprendere la rilevanza e l’importanza che i diritti inviolabili e inalienabili esercitano all’interno del nostro ordinamento è necessario tener conto dell’articolo 2 della nostra Costituzione. Esso offre una descrizione generale del principio di libertà, evocata nel dettaglio tramite successivi articoli della carta costituzionale, come ad esempio gli articoli 13, 16 e 23. Nel corso della storia giurisprudenziale italiana, i diritti inalienabili sono stati definiti tramite alcune riforme legislative, tra cui è fondamentale tener conto di quella attuata negli anni settanta, riguardante il diritto di famiglia e lo stato della donna.
Talvolta può accadere che persistano conflitti tra il diritto interno e quello internazionale in materia di diritti inalienabili. Nel 2017, la Corte ha stabilito che spetta a lei valutare, in sede di legittimità costituzionale, la natura di tale conflitto e le sue conseguenze: nel caso in cui sia presente un’illegittimità, la Corte annulla la disposizione interna. Ciò consente di comprendere il ruolo sempre più eminente esercitato dal diritto internazionale sul nostro ordinamento. La nascita dei cosiddetti «nuovi diritti» ha posto, sul piano giuridico, il problema di rintracciare un loro fondamento costituzionale.
I diritti inalienabili dell’uomo sono annoverati tra i principi fondamentali che ineriscono alla vita di ogni essere umano. L’inviolabilità dei diritti umani rileva delle conseguenze dal punto di vista giuridico. Molti giuristi hanno interpretato la suddetta inviolabilità sostenendo che i diritti fondamentali non potrebbero essere modificati, eliminando o riducendo una tutela che la Costituzione prevede, poiché la loro natura è «intoccabile». Tramite la sentenza 1146 del 1988, infatti, la Corte ha posto l’immodificabilità dei diritti fondamentali tra i limiti impliciti alla revisione costituzionale. Tali diritti, dunque, non possono essere modificati in maniera arbitraria, poiché essi non sono limitabili né da altri cittadini, né dall’amministrazione dello Stato stesso, il quale potrà circoscriverli solo ed esclusivamente nei casi e modi previsti dalla legge (riserva di legge assoluta).
I diritti fondamentali fanno parte di un patrimonio di cui l’essere umano non può in alcun caso spogliarsi: essi, infatti, sono assoluti (sono esperibili erga omnes), inalienabili, quindi non possono essere ceduti; indisponibili, dunque non utilizzabili da altri, e imprescrittibili (cioè irrinunciabili, in quanto la prolungata mancanza di esercizio di tali diritti da parte del singolo non ne determina la perdita: essi valgono e varranno sempre, a prescindere dall’esercizio che se ne fa), e, infine, irrinunciabili (in quanto non vi si può rinunciare). Il fatto che tali diritti sono definiti «inviolabili» ne richiama l’assoluta inderogabilità, anche in caso di revisione costituzionale.
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