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Assetto regionale dopo il 2001


Fino al 2001 era previsto che lo statuto fosse redatto dal consiglio regionale ma approvato da una legge statale.
Oggi, invece, l’articolo 123 stabilisce che ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Il procedimento di approvazione e revisione degli statuti consta di due fasi: una necessaria e l’altra eventuale. Inoltre, mentre prima lo statuto era redatto dal consiglio regionale ma approvato tramite una legge statale, oggi, sulla base di quanto sancito dall’attuale articolo 123 (parte necessaria), «lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti del Consiglio regionale. Lo statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi» (quorum strutturale).
Il procedimento sopra indicato richiama, anche se con modalità differenti, la procedura di revisione costituzionale.
Ciascuna delle due deliberazioni richieste per l’approvazione dello statuto regionale necessita il quorum strutturale (cioè la maggioranza assoluta). Ciò richiama l’idea di doppia lettura evocata dall’articolo 138 della costituzione: le due procedure, però, presentano molti elementi di differenziazione.
I contenuti dello statuto e la sua approvazione tramite procedura aggravata ne fanno un atto fonte a competenza specializzata e sovraordinata rispetto alla legge regionale. Spetta pertanto alla Corte costituzionale valutare la conformità della legge regionale rispetto alle disposizioni dello statuto: in questo caso si parla di «ipotesi di incostituzionalità derivata». Lo statuto si configura quindi come fonte interposta tra legge statale e legge regionale. Quest’ultima è approvata nelle forme e nei modi previsti da ciascuno statuto regionale, incontra gli stessi limiti generali previsti per la legge statale (ai sensi del primo comma dell’articolo 117)
Sulla base di quanto descritto, dunque, è possibile collocare lo statuto regionale al vertice di un ipotetico sistema gerarchico regionale.
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