Concetti Chiave
- I primi 12 articoli della Costituzione trattano i principi fondamentali e la libertà personale, garantendo diritti inviolabili ai cittadini.
- La libertà di associazione è garantita senza autorizzazione da parte delle autorità, mentre l'articolo 21 tutela anche la libertà di manifestazione del pensiero, con alcune limitazioni.
- I principi giudiziari stabiliti nell'articolo 27 affermano la responsabilità penale personale e il diritto all'imputato di essere considerato innocente fino a condanna definitiva.
- Gli articoli 36 e 38 tutelano i diritti dei lavoratori, garantendo una retribuzione dignitosa e un sistema previdenziale per chi non può lavorare.
- I doveri dei cittadini, come il rispetto delle leggi e l'obbligo di pagare le tasse, sono enfatizzati negli articoli 52-54 della Costituzione.
Principi fondamentali e libertà personale
I primi 12 articoli sono dedicati ai principi fondamentali.
I diritti e doveri dei cittadini
Dall’art. 13 al 54 sono elencati e descritti in modo piuttosto dettagliato i diritti che lo stato riconosce ai cittadini.
Art. 13: La libertà personale è inviolabile. È la libertà di fare ciò che si vuole, di andare dove si vuole, la libertà fisica di comportarsi come si crede senza essere controllati e senza dover chiedere autorizzazioni. È chiaro che coloro che commettono dei reati, cioè gravi violazioni di legge, potranno essere arrestati, ma queste restrizioni della libertà personale (comprese le perquisizione e le intercettazioni telefoniche) possono essere disposte solo da un giudice, da un magistrato.
La polizia non può agire di propria iniziativa, tranne nel caso di flagranza di reato. Si tratta per i cittadini di una garanzia contro possibili abusi da parte delle forze dell’ordine.
L’art. 13 si chiude con 2 commi di una certa rilevanza: il primo fa divieto di sottoporre a tortura i detenuti, il secondo prevede che vi siano limiti massimi alla durata della carcerazione preventiva.(prima del processo c’è pericolo di fuga, reiterazione)
Su quest’ultimo punto bisogna sapere che il giudice può disporre la custodia cautelare quando vi sia pericolo di fuga, reiterazione di reato o ancora di inquinamento delle prove.
Qual è l'importanza della libertà di associazione e manifestazione?
Art.
18: Libertà di associazione.
I cittadini sono liberi di associarsi senza dover chiedere l’autorizzazione dei pubblici poteri.
Esistono associazioni assistenziali (croce rossa), culturali, sportive, ricreative, ecc (se la finalità è economica (utile) non si tratta di associazione bensì di società commerciale).
La libertà di associazione è molto importante anche perché sono associazioni pure i partiti e i sindacati, e il pluralismo politico è importante per una democrazia.
L’art. 18 dice che sono vietate le associazioni segrete, a delinquere e quelle che perseguono scopi politici con l’uso delle armi.
Art. 21: libertà di manifestazione del proprio pensiero, con la parola, la TV, internet, con creazioni artistiche (libri, canzoni, quadri, opere teatrali), col proprio modo di proporsi (abbigliamento, capigliatura, piercing).
Questa libertà, chiamata anche libertà di stampa, è fondamentale in una democrazia. Esistono tuttavia dei limiti alla libertà di espressione: diffamazioni (parlando con più persone offende l'onore e/o il decoro di una persona assente), ingiurie ( Se invece tale persona é presente), calunnie (se indichi una persona colpevole di un reato...sei un ladro!) vilipendio(religione e bandiera), violazione del buon costume (sensibilità media delle persone il senso corrente di ciò che può essere accettato oppure non diversi settori della vita sociale, il buon costume varia con il tempo e deve essere interpretato ogni volta dal giudice), sono tutti reati e non possono essere giustificati con il fatto che si tratti della propria opinione.
Il buon costume è la sensibilità media delle persone, il senso corrente di ciò che può essere accettato oppure no in diversi settori della vita sociale. Il buon costume varia con il tempo e deve essere interpretato dal giudice di volta in volta.
Principi giudiziari e diritti dei lavoratori
Art. 27: riguarda alcuni principi in materia giudiziaria:
• La responsabilità penale è personale (responsabilità civile se è minorenne rispondono i genitori, dipendente risponde il datore di lavoro)
• Ci sono 3 gradi di giudizio e l’imputato è presunto innocente fino alla condanna definitiva
• La pena deve tendere alla rieducazione del condannato
• Non è ammessa la pena di morte
Art. 36: dall’art. 35 al 40 la costituzione si occupa dei diritti dei lavoratori dipendenti, stabilendo alcuni principi di una certa importanza. Nell’art. 36 si dice che la retribuzione del lavoratore dipendente deve essere “commisurata” alla quantità e qualità (ruolo, fatica, rischio, preparazione necessaria…) del lavoro prestato ma anche che tale retribuzione deve comunque essere sufficiente a garantire a lui e alla sua famiglia una vita libera e dignitosa. Dice anche, in un comma successivo, che il lavoratore ha diritto a ferie e al riposo settimanale e che questi diritti sono irrinunciabili, non disponibili, neppure col consenso del lavoratore.
Art. 38: il secondo comma dell’art. pone le basi del sistema previdenziale, affermando che lo stato deve provvedere ai cittadini che si trovino nell’impossibilità di lavorare a causa di malattia, infortunio, invalidità, disoccupazione involontaria, vecchiaia, INPS(pensione e sicurezza) e INAIL(sussidi e infortuni)
Libertà sindacale e diritto allo sciopero
Art. 39: libertà sindacale.
Le associazioni sindacali per la tutela degli interessi dei lavoratori e le associazioni di categoria degli imprenditori, possono costituirsi liberamente. Negli anni non è mai stata introdotta alcuna forma di regolamentazione (come pure è previsto dalla costituzione) per l’opposizione dei sindacati stessi.
Art. 40: diritto allo sciopero, nell’ambito di leggi di regolamentazione. Per molti anni il diritto di sciopero non è stato regolamentato, e le astensioni dal lavoro sono diventate via via più disordinate e frammentate. Allora, da una 15ina d’anni, si è fatta una legge di regolamentazione dello sciopero, piuttosto restrittiva, che chiede il preavviso e soprattutto chiede che siano garantiti i servizi pubblici essenziali, d fatto limitando non poco l’efficacia dello sciopero stesso come arma di pressione. Per le violazioni del suddetto regolamento è prevista anche la precettazione.
Principi economici e diritti politici
Art. 41-42: in questi due articoli sono enunciati due principi cardine di u sistema economico capitalista e liberista. All’art. 41 si dice che “l’iniziativa economica privata è libera”, cioè libertà di impresa, e conseguente forma di mercato concorrenziale. All’art. 42 si dice invece che “la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge”. E la tutela della proprietà privata è appunto un principio fondamentale del capitalismo. Nello stesso articolo si dice anche che i “beni economici”, cioè i mezzi di produzione, cioè le fabbriche, possono appartenere allo stato oppure ai privati, creando così un sistema economico misto.
Art. 48-49: sono dedicati ai diritti politici.
Diritto di voto (attivo e passivo), il pluralismo politico (in democrazia tutti i partiti devono essere ammessi – naturalmente purché accettino il metodo democratico).
Sulla questione se il voto (uguale e personale, libero e segreto) sia un diritto o un dovere, la risposta conferma la prima ipotesi, è un diritto, non un dovere.
Doveri dei cittadini
Art. 52-53-54: negli ultimi articoli della parte prima della costituzione sono richiamati i doveri dei cittadini. Il più importante di questi è nell’art. 54: “è dovere dei cittadini rispettare le leggi” (anche quelle che non ci piacciono o che non si condividono).
L’art. 53 è importante e richiama il dovere contributivo, cioè l’obbligo di pagare le tasse, con le quali lo stato organizza i servizi pubblici (a memoria) -> “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
L’art. 52 dichiara il dovere di difendere la patria in caso di guerra.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio fondamentale riguardante la libertà personale secondo l'articolo 13?
- Quali sono i limiti alla libertà di manifestazione del pensiero?
- Quali diritti sono garantiti ai lavoratori dall'articolo 36?
- Qual è la posizione della Costituzione riguardo al diritto di sciopero?
- Quali sono i doveri principali dei cittadini secondo gli articoli 52-54?
L'articolo 13 stabilisce che la libertà personale è inviolabile, consentendo ai cittadini di agire e muoversi liberamente, con restrizioni solo in caso di reati e solo su ordine di un giudice.
La libertà di manifestazione del pensiero, sancita dall'articolo 21, è soggetta a limiti come diffamazione, ingiuria, calunnia e vilipendio, che non possono essere giustificati come opinioni personali.
L'articolo 36 garantisce ai lavoratori una retribuzione commisurata al lavoro svolto e sufficiente per una vita dignitosa, oltre a diritti irrinunciabili come ferie e riposo settimanale.
L'articolo 40 riconosce il diritto di sciopero, ma sottolinea che deve avvenire nel rispetto di leggi di regolamentazione, che richiedono preavviso e garantiscono i servizi pubblici essenziali.
Gli articoli 52-54 evidenziano i doveri dei cittadini, tra cui il rispetto delle leggi, l'obbligo di pagare le tasse in base alla capacità contributiva e il dovere di difendere la patria in caso di guerra.