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L'amministrazione dello Stato è svolta dalla Pubblica Amministrazione, con scopo e oggetto il soddisfacimento in concreto degli interessi pubblici della società. La PA ha il compito di:
a) Regolazione: l’interesse pubblico corrisponde con l’interesse di alcuni soggetti;
b) Prestazione: servizi come scuole, acqua potabile, etc…
È una funzione che spetta a organi e apparati statali (Ministeri); a enti territoriali (Regioni, Province, Comuni) e a enti pubblici (collegate allo Stato).
La funzione esecutivo/amministrativa viene svolta in base a due modelli. Uno è quello che si basa sui ministeri (modello politico-burocratico). L’altro è quello delle autorità indipendenti.

Autorità indipendenti

Sono dei soggetti decisionali che si ispirano al modello americano, introdotte agli inizi degli anni'90. Infatti l'Unione Europea fissò dei nuovi principi con direttive comunitarie (diritto bancario, diritto della concorrenza...) e per amministrarli si poteva o allocarli ai Ministeri, oppure creare delle nuove entità amministrative. Dato che l'UE chiedeva anche di fare reti comunicative al riguardo con altri paesi, si scelse di creare le autorità indipendenti. Si hanno per esempio Antitrust; Consob; Banca d’Italia, etc. A crearle sono le leggi, mentre i Ministeri sono disciplinati dalla Costituzione. Esistono quindi soltanto sulla base della legge e sulla base della normativa europea. Molte di esse si riuniscono a livello europeo con le corrispettive autorità degli altri Stati. È un modello molto sovranazionale. Sono indipendenti nel senso politico (non dipendono da Parlamento e Governo), soprattutto perchè rispondono a esigenze a livello europeo. Riguardano soprattutto settori economici e tecnici (infatti si ha un modello tecnocratico). È un carattere che si collega all'indipendenza, dato che sono necessarie conoscenze tecniche molto specifiche, indipendenti dalla politica. I dipendenti vengono assunti con procedure molto diverse da quelle della pubblica amministrazione. Ognuna è disciplinata da una legge diversa, quindi sono tra di loro molto differenti, ma presentano dei caratteri comuni: a loro capo non c'è un soggetto singolo, ma un organo collegiale costituito da commissari (nominati dal Parlamento, quindi decisioni sì politica, ma in base alla competenza personale). Decidono non tramite leggi, ma tramite regolameti, spesso anche molto complessi, che possono ssere soggetti ad un giudice particolare (per esempio il TAR del Lazio nel caso dell'AGCOM), giudici amministrativi. Cambia il concetto di "interesse pubblico": non più controllo politico, ma intervento da parte di un corpo di specialisti indipendenti che hanno potere di indagine, diffida e sanzione. È una "regulation" che si preoccupa di interessi diversi di rilievo costituzionale. Agiscono con regolamenti, che in realtà sono delle vere e proprie leggi molto specifiche e tecniche.

Modello ministeriale

Esiste una stretta interazione fra apparati politici e apparati burocratici (modello politico-burocratico), quindi esiste responsabilità politica. È previsto infatti un Governo con vari Ministri (nominati in modo politico, scelta politica che rispecchia l'orientamento del Governo), che sono a capo di dicasteri organizzati in uffici che hanno funzione amministrativa in un determinato ambito. È un modello di vertice, in cui il Ministro comanda i vari uffici tramite delle direttive. C'è quindi stretta correlazione tra apparato politico e apparato burocratico. Si tratta di un modello che si basa sulla responsabilità del Ministro, che è puramente politica. È una doppia responsabilità: per ciò che accade all'interno del Ministero e per le decisioni votate nel Consiglio dei Ministri. A fianco ad essi ci sono anche i dirigenti (esponenti degli organi burocratici), scelti appunto dal Ministro. Ogni Ministero ha anche degli uffici periferici (per esempio il Ministero dell'Interno nei Prefetti). I dirigenti devono fare un concorso, ma devono essere chiamati da un politico. Se non centrano i loro obiettivo, viene rimandato il loro mandato. È una attività di alta amministrazione a tempo. Il dirigente svolge l'attività amministrativa, il ministro la indirizza e la controlla.

Esistono due particolari enti che possiedono funzione giurisdizionale/amministrativa:
1. Consiglio di Stato: è il tribunale amministrativo supremo. Ha funzione consultiva per i regolamenti del Governo, con pareri obbligatori ma non vincolanti --> funzione giurisdizionale; funzione consultiva
2. Corte dei Conti: Ha funzione giurisdizionale nelle materie di contabilità pubblica (in caso di responsabilità contabile dei funzionari). Ha funzione di controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo, controllo successivo sulla gestione dei bilanci di stato (relazione al Parlamento con giudizio di parificazione), controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo stato contribuisce in via ordinaria. --> funzione giurisdizionale; funzione di controllo.

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