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Amministrazione della giustizia


Nel tempo la giustizia è stata amministrata con modalità diverse.
Presso le antiche popolazioni germaniche, ogni uomo libero, chiamato arimanno, aveva l’obbligo di vendicare un affronto subíto personalmente o nei confronti di un suo familiare. La vendetta era diretta ad un altro uomo libero, responsabile del crimine commesso. Questa istituzione giuridica si chiamava faida e col tempo fu sostituita dal guidrigildo, cioè dal pagamento di una somma di denaro come forma di risarcimento del danno causato. Fin dal Medioevo, lo Stato ha sempre cercato di intervenire per fare giustizia, eliminando la vendetta privata. In tal senso è rimasta famoso l’amministrazione della giustizia da parte di Luigi IX di Francia.

Nonostante questo, dal Medioevo in poi, e fino al XIX secolo, gli aristocratici europei erano soliti sfidarsi a duello. Questa pratica era diversa dalla faida perché non coinvolgeva i familiari e si concludeva con la morte o con il ferimento di uno dei due sfidanti.

Un considerazione a parte deve essere fatta a proposito del delitto d’onore, cioè il compimento di un omicidio per salvaguardare il proprio onore o quello della famiglia di appartenenza. Fino al 1981, in base al Codice Penale, il delitto d’onore era punito con una pena piuttosto leggera (da tre a sette anni di reclusione). Nel 1981, il delitto d’onore è stato abolito. Occorre anche aggiungere che fino a tale data, l’onore poteva essere salvaguardato col matrimonio riparatore. Tale clausola consentiva ad uno stupratore di evitare l’arresto e la pena che ne derivava in caso in cui avesse sposato la vittima del reato commesso. In questo modo l’onore della famiglia della ragazza sarebbe stato salvo. Oggi il matrimonio riparatore è stato abolito, grazie anche alla decisione coraggiosa di una ragazza siciliana, Franca Viola, la prima donna che rifiutò di sposare il suo aggressore.

Nella Costituzione italiana, la giustizia è affidata allo Stato e l’unico organo responsabile è la magistratura per cui nessuno può farsi giustizia da solo. Inoltre, l’onore non è più considerato un attenuante, applicando così pienamente l’articolo 11 della Costituzione.

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