Concetti Chiave
- La Divina Commedia di Dante Alighieri si compone di tre genesi: morale, sentimentale e letteraria, che riflettono il profondo travaglio interiore del poeta e il suo legame con Beatrice.
- Dante utilizza un linguaggio quotidiano e uno stile comico per rappresentare la sua opera, iniziando con toni tristi e concludendo in modo gioioso, da cui il titolo "Commedia".
- L'attributo "Divina" è stato conferito dai posteri per evidenziare l'elevato contenuto religioso e il valore poetico dell'opera, con Boccaccio che fu tra i primi a utilizzarlo.
- La struttura della Commedia fa ampio uso della numerologia sacra, con riferimenti ai numeri 3 e 10, che si riflettono nella suddivisione in cantiche e nei cerchi dell'aldilà.
- La devozione mariana di Dante è un elemento centrale nell'opera, evidenziando il forte culto della Madonna presente nel suo tempo e la sua importanza nel percorso spirituale del poeta.
In questo appunto viene descritta l'opera letteraria della Divina Commedia di Dante Alighieri. Viene descritta l'opera letteraria nelle linee generali e si guardano questi aspetti principali, come per esempio la genesi morale, la genesi sentimentale, la genesi letteraria, i motivi per cui Dante ha chiamato la Divina Commedia con il titolo di Comedia o Commedia. Successivamente alla parola Commedia si sarebbe affiancata la parola Divina.
Le tre genesi della Commedia
Per quanto riguarda la creazione della Commedia possiamo identificare tre "genesi" corrispondenti a tre motivi che hanno spinto Dante a comporla:
- genesi morale: il travaglio interiore del poeta si allarga fino ad assumere un carattere universale: il suo allontanamento dalla retta via rimanda alle incertezze dell'intera umanità, come anche il ritorno del poeta a Beatrice simboleggia il ritorno di tutti gli uomini ai valori dello spirito e della verità;
- genesi sentimentale: nell'ultimo capitolo della Vita Nova, Dante si propone di tornare a parlare di Beatrice, per dire di lei quello che non era mai stato detto di nessuna donna. Alla scrittura della Commedia presumiamo abbia concorso anche l'intenzione di mantenere questa promessa. In questo senso si può leggere il poema come la ripresa del romanzo giovanile, una continuazione del mistico viaggio di Dante verso Dio attraverso la mediazione di Beatrice, fatto questa volta, non con lo slancio ingenuo della giovinezza, ma con il carico di esperienze drammatiche e complesse vissute nella maturità;
- genesi letteraria: l'espediente letterario della discesa agli inferi non fu certo una invenzione del "sommo poeta", già nell'Odissea e nell'Eneide ne troviamo celebri esempi. Di viaggi straordinari nell'aldilà è ricca anche la cultura medievale (la visione di S.Paolo, la leggenda di S. Brandano, il pozzo di S.Patrizio);
Stile e numerologia nella Commedia
Dante trasse spunti tanto dalla cultura pagana quanto dalla tradizione cristiana.
Questi spunti furono di natura diversa, più descrittiva che poetica.
Il poeta fiorentino ebbe il merito di fondere insieme e di dare nuova forma a tutto questo caotico materiale.
Le ragioni per cui Dante intitolò il suo lavoro "Commedia" o "Comedia" possono essere diverse: è così intitolata perché il poema ha un inizio orribile e triste, ma una fine lieta e felice; perché alla natura del racconto l'autore volle adeguare anche lo stile, che non è quello aulico, elevato e sublime della tragedia, ma è lo stile tipico della commedia, molto vicino alla lingua d'uso quotidiano (questo è vero per l'inferno e il purgatorio).
L'attributo "Divina" è dovuto ai posteri che così la giudicarono per il contenuto religioso e per il livello della poesia. Boccaccio fu il primo ad apostrofare la commedia di Dante divina nel commento ai primi 17 canti dell'Inferno.
Passando allo stile la Commedia è un esemplare ritratto della cultura medievale. Di seguito, gli stilemi della letteratura medievale utilizzati nel testo di Dante:
Era comune dare rappresentazione reale a concetti astratti, come fa Dante con le tre fiere simboli dei comuni vizi umani.
Dante mira ad insegnare, ad ammonire, a scuotere le coscienze, perché si ravvedano e assecondino i disegni divini: ristabilire sulla terra giustizia e pace, insieme promessa e condizione di beatitudine nella Gerusalemme celeste;
Il poema è diviso in 3 cantiche (il nome di cantica a ciascuna delle parti fu dato da Dante stesso), ogni cantica termina con la stessa parola "stelle" per avere un continuo richiamo al cielo. Il VI canto di ogni cantica riguarda la politica, partendo dalla situazione di Firenze (Inferno) per passare a quella generale dell'Impero (Paradiso);
Siccome Dio è uno e trino e 10 sono i suoi comandamenti, il 3, il 10 ed i loro multipli erano considerati sacri dalla tradizione cristiana, la quale derivava da quella pitagorica ed aristotelica di considerare questi due numeri perfetti. Dante riprende tale numerologia: 3 sono le cantiche, 9 sono i cerchi dell'Inferno; 9 sono le cornici del Purgatorio; 9 sono i cieli del paradiso; 100 sono i canti del poema; 33 sono i canti per ogni cantica (più 1 iniziale); 3 sono le fiere che contrastano il cammino di Dante e 3 sono le sue guide; 3 sono i versi endecasillabi che compongono le strofe (terzine) le quali hanno una rima ripetuta 3 volte.

Religiosità e devozione mariana
Una caratteristica della religiosità di Dante che traspare nella Divina Commedia è la devozione alla madonna che egli attinge dal culto mariano assai vivo a quel tempo.
Domande da interrogazione
- Quali sono le tre genesi che hanno ispirato Dante nella scrittura della Divina Commedia?
- Perché Dante ha scelto il titolo "Commedia" per la sua opera?
- Qual è il significato della numerologia nella Divina Commedia?
- In che modo Dante utilizza simboli e rappresentazioni nella sua opera?
- Qual è la devozione mariana di Dante e come si riflette nella Divina Commedia?
Le tre genesi sono: la genesi morale, che riflette il travaglio interiore del poeta e il suo ritorno ai valori spirituali; la genesi sentimentale, legata alla figura di Beatrice e alla promessa di parlarne; e la genesi letteraria, che si basa su tradizioni precedenti di viaggi nell'aldilà, come nell'Odissea e nell'Eneide.
Dante ha intitolato la sua opera "Commedia" perché inizia con toni tristi e termina con una conclusione felice, e per lo stile colloquiale che contrasta con la grandezza della tragedia. L'aggettivo "Divina" è stato aggiunto successivamente dai posteri per il suo contenuto religioso e la qualità poetica.
La numerologia nella Commedia è significativa poiché riflette la sacralità dei numeri 3 e 10, con 3 cantiche, 9 cerchi dell'Inferno, 9 cornici del Purgatorio e 9 cieli del Paradiso, tra gli altri. Questi numeri sono legati alla tradizione cristiana e pitagorica, evidenziando l'armonia e la struttura dell'opera.
Dante utilizza simboli, come le tre fiere che rappresentano i vizi umani, per dare forma a concetti astratti. La sua intenzione è di insegnare e ammonire, spingendo i lettori a riflettere e a seguire i disegni divini per raggiungere giustizia e pace.
La devozione mariana di Dante è evidente nella sua opera, influenzata dal culto mariano dell'epoca. La figura di Beatrice, che simboleggia la grazia divina, è centrale nel suo viaggio spirituale, evidenziando l'importanza della devozione alla Madonna nel contesto della sua ricerca di salvezza.