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[h3]Divina commedia

7° canto (contrappasso per analogia)
il custode del iv cerchio è Pluto (dio greco delle ricchezze). in questa zona sono puniti gli avari (desiderano arricchirsi eccessivamente) e i prodighi (sperperano il loro denaro). i due gruppi di peccatori che in vita si affaticarono per uno scopo inutile, ora sono costretti a una pena priva di senso: camminano in circolo spingendo con il petto grandi massi e, quando si incontrano, si rinfacciano il proprio vizio; questi peccatori, che in vita furono incapaci di riconoscere il vero scopo dell’esistenza, ora sono essi stessi irriconoscibili. in questo canto, inoltre, la fortuna è considerata uno strumento del volere divino che toglie e dona agli uomini secondo un disegno per loro imperscrutabile ed è per questo maledetta dal genere umano.

8° canto (contrappasso per analogia)
il custode del v cerchio è flegiàs. in questa zona sono puniti gli iracondi, che in vita si lasciarono trascinare dall’ira, sono condannati a percuotersi e dilaniarsi a vicenda; e gli accidiosi, che vissero in maniera triste e inattiva, sono immersi nella palude fangosa e condannati a restare sott'acqua. qui dante incontra il fiorentino Filippo Argenti.

9° canto
i custodi della città di dite sono i diavoli, che non permettono a dante e Virgilio di continuare in viaggio. qui allora, dante chiede a Virgilio se sia mai avvenuto che qualcuno, dal limbo sia sceso fino a questo punto dell’inferno e virgilio risponde che lui una volta c’era già venuto per richiamare dal fondo dell’inferno l’anima di un defunto. ad un certo punto, appaiono le tre furie, donne con i serpenti al posto dei capelli (dee della vendetta) che annunciano l’arrivo di medusa capace di pietrificare con lo sguardo. queste creature rappresentano gli ostacoli che l’anima incontra nel cammino della liberazione dal peccato, che possono essere superati solo con la grazia divina. subito dopo, appare un messo celeste, il quale allontana e rimprovera i diavoli e apre la porta di dite per far passare i due poeti.

10° canto (contrappasso per analogia e contrapposizione)
i due poeti sono entrati nella città di dite (vi cerchio), in particolare nella zona che ospita i seguaci del filosofo greco epicuro (visse in epoca precristiana), che negano l’immortalità dell’anima. qui, si trovano gli eretici, puniti in sepolcri infuocati; essi sono puniti con il fuoco come sulla terra, e sono sepolti vivi perché in vita futura come morti rispetto alla fede. in seguito, uno spirito sorge improvvisamente dalla tomba, si tratta di farinata degli uberti che gli preavvisa l’esilio e gli spiega in cosa consiste la capacità dei dannati di prevedere il futuro. poi, spunta anche l’anima di cavalcante dei cavalcanti il padre di guido cavalcanti, il quale chiede a dante il perché suo figlio non si trova con lui, convincendosi della morte di guido, quindi ritorna nella tomba affranto.

11° canto
dal vi cerchio si entra nel basso inferno. si fermano e Virgilio spiega a dante la struttura e la distribuzione dei dannati all’interno del basso inferno. mentre nell’alto inferno sono puniti i peccati di incontinenza, nel basso inferno sono puniti coloro che violarono consapevolmente le leggi divine (peccato di ingiuria). per esempio i violenti contro il prossimo, contro se stessi e i propri beni e contro dio e l’arte. e poi i fraudolenti verso chi si fida, e chi non si fida.

12° canto (contrappasso per analogia)
nel vii cerchio sono puniti i violenti contro il prossimo. a guardia di uno stretto passaggio vi è il minotauro allegoria della violenza cieca e bestiale. qui c’è il Flegetonte, un fiume di sangue bollente in cui sono puniti i violenti contro il prossimo avendo in vita versato il sangue degli altri. alle sponde ci sono gruppi di centauri pronti a lanciare frecce contro tutte le anime che tentano di uscire dal fiume. le anime sono immerse nel sangue in base alla gravità delle loro colpe.

13° canto (contrappasso per analogia)
dante e Virgilio giungono nella selva dei suicidi, dove ci sono le arpie e le cagne. qui incontrano Pier delle vigne, cancelliere dell’imperatore Federico ii di Svevia che si suicidò per false accuse. qui, sono puniti i suicidi, che in vita hanno volontariamente rinunciato al loro corpo, sono trasformati in piante e imprigionati in un corpo vegetale; e gli scialacquatori, che distrussero con violenza i loro beni, sono inseguiti e dilaniati da un branco di cagne.

14° canto
nel iii girone del vii cerchio sono puniti i violenti contro dio (bestemmiatori) che in vita hanno offeso la divinità, ora sono flagellati da un’incessante pioggia di fuoco, mentre giacciono sdraiati sulla sabbia rovente. figura centrale di questo canto è Capaneo. Qui, si trova una statua, in cui da ogni sua parte sgorgano lacrime di dolore per i mali del mondo (origine fiumi infernali).

15° canto
qui si trovano i violenti contro dio (sodomiti), che in vita hanno peccato offendendo la natura, ora sono costretti a correre sotto un’incessante pioggia di fuoco senza mai potersi fermare. dante incontra brunetto latini il suo maestro. dialogano, e Brunetto gli predice la gloria futura, ma lo avverte che sarà perseguitato dai suoi concittadini e che dovrà soffrire a causa della loro malvagità.

16° canto
qui sono puniti i sodomiti. dante incontra tre uomini fiorentini: guido guerra, tegghiaio aldobrandi e iacopo rusticucci. essi erano tra coloro che avevano operato per il bene e la grandezza di firenze. gli chiedono di ricordare i loro nomi sulla terra.

17° canto
custode del VIII cerchio è Gerione allegoria della frode e del tradimento. sono puniti i violenti contro dio (usurai) che in vita hanno peccato offendendo l’arte, ora sono costretti a stare seduti sotto un’incessante pioggia di fuoco; poiché appartenevano a famiglie nobili, ciascuno porta al collo un sacchetto con il disegno del proprio stemma. dante riconosce alcune famiglie fiorentine come i Gianfigliazzi e gli Obriachi.

18° canto
nell’VIII cerchio in particolare nella i e nella ii bolgia sono puniti i ruffiani e i seduttori, che in vita hanno ingannato e sedotto donne indifese, sono costretti a marciare in direzioni opposte frustati dai diavoli e gli adulatori che hanno ingannato con le loro parole, ora sono ricoperti dallo sterco.

19° canto (contrappasso per analogia)
i poeti raggiungono la terza bolgia, dove sono puniti i simoniaci (ecclesiastici) che in vita rivolsero la loro attenzione alle cose terrene, a danno di quelle sacre, ora sono conficcati a testa in giù in buche rotonde e costretti a guardare sotto terra con le piante dei piedi bruciate da fiamme. in vita hanno fatto commercio delle cose sacre. qui, dante viene scambiato per Bonifacio viii da Nicolò III che gli spiega che i peccatori di quella bolgia devono rimanere in quella posizione finché non arrivi un altro dannato a prendere il loro posto. dopo gli annuncia che arriverà anche clemente v. dante lancia un’invettiva contro i papi simoniaci responsabili del declino della chiesa.

20° canto (contrappasso per contrapposizione)
nella iv bolgia, sono puniti gli indovini, che in vita hanno avuto la presunzione di guardare il futuro, ora sono costretti a camminare con la testa girata dalla parte opposta del busto, senza poter guardare avanti.

21°/22° canto (contrappasso per analogia)
nella v bolgia, sono puniti i barattieri, che in vita hanno fatto illecito commercio delle cose pubbliche, sono immerse nella pece bollente; da vivi hanno agito in segreto e ora, possono emergere dalla pece solo furtivamente, per non essere colpiti dagli uncini dei diavoli.

23° canto (contrappasso per analogia)
nella vi bolgia, sono puniti gli ipocriti, che in vita diedero una falsa impressione di se stessi, ora sono nascosti da pesanti cappe, dorate all’esterno ma fatte di piombo all’interno.

24°/25° canto (contrappasso per contrapposizione)
nella vii bolgia, sono puniti i ladri, che in vita usarono le loro mani per rubare le cose altrui, ora corrono nudi con le mani legate dietro la schiena e sono assaliti da serpenti senza potersi difendere. qui dante incontra Vanni Fucci che gli predirà il futuro esilio.

26° canto (contrappasso per contrapposizione)
dopo aver lanciato un’invettiva contro firenze, il cui nome si espande in tutto l’inferno per la quantità di dannati che la rappresentano, dante giunge nella viii bolgia, dove sono puniti i consiglieri fraudolenti, che in vita hanno ingannato e circuito in segreto, ora sono nascosti in una fiamma appuntita simile a una lingua, hanno tolto la serenità e la pace e ora vagano senza sosta. queste anime sono avvolte in lingue di fuoco. dante vede una fiamma a due punto e scopre che si tratta di due eroi greci protagonisti della guerra di troia e dei poemi omerici: ulisse e diomede. dante parla con loro, in particolare con Ulisse che gli racconta il suo lungo viaggio al di là delle colonne d’ercole.

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