valen11 di valen11
Ominide 14 punti

Dante Alighieri


1265: Nacque a Firenze da una famiglia della piccola nobiltà cittadina di parte guelfa, in condizioni economiche poco felici.
In giovinezza condusse una vita da gentiluomo e ebbe una raffinata educazione.
Formazione: apprese la retorica probabilmente da Brunetto Latini, nella "Vita Nuova" ci dice di avere imparato da sè "l'arte di dire parole per rima", leggendo i poeti provenzali, siciliani e subendo l'influenza dell'amico Cavalcanti.
1274: primo incontro con Beatrice (figura storica identificata con Bice di Folco Portinari, poi moglie di Simone de' Bardi). Attorno a lei ruoterà tutta l'esperienza poetica di Dante.
1283: secondo incontro con Beatrice; compone il primo sonetto della Vita Nuova.
1283/84: scrive il Fiore e il Detto d'Amore (attribuzione a Dante molto probabile ma non certa), poemetti allegorico-didascalici anonimi e senza titolo.

1285: sposa Gemma Donati, da cui avrà 3 o 4 figli (Iacopo, Pietro; Antonia e forse Giovanni).
11 Giugno 1289: partecipa come combattente guelfo a cavallo alla battaglia di Campaldino contro la ghibellina Arezzo e il 6 Agosto prende parte alla conquista del castello di Caprona nella guerra contro Pisa.
Giugno 1290: morte di Beatrice.
1292/93: compone la Vita Nuova.
1295: entra a far parte dell'ordine dei medici e degli speziali, dopo i "Temperamenti" del 6 Luglio, che permettono la partecipazione alla vita politica a chiunque risulti iscritto a una corporazione, anche senza esercitarla (i Temperamenti mitigavano gli "Ordinamenti di giustizia" del 1293 che impedivano ai nobili di partecipare alla vita politica).
Novembre 1295-Aprile 1296: è tra i Consiglieri del Capitano del Popolo
Maggio-Dicembre 1296: entra nel Consiglio dei Cento
1300: fu eletto fra i Priori, la suprema magistratura cittadina, per il bimestre 15 giugno-15 luglio.
Il partito guelfo si divide tra Bianchi (capeggiati dalla famiglia dei Cerchi, formati da popolo grasso e minuto, orientati all'amministrazione autonoma del Comune) e Neri (capeggiati dalla famiglia dei Donati, formati da magnati e parte più ricca del popolo grasso, orientati per motivi mercantili all'alleanza con il Papato e con gli Angioini). Dante si schiera dalla parte dei Bianchi.
1 novembre 1301: i Neri si impadronisco di Firenze. Persecuzione contro gli avversari. Dante si trovava a Roma come ambasciatore.
1302:
- 27 gennaio: viene condannato all'esilio con l'accusa di baratteria per 2 anni, con l'ingiunzione di pagare una multa entro 3 giorni di 5000 fiorini. Dante non si presenta.
- 10 marzo: condannato a morte in contumacia.
Inizia l'esilio, nei primi tempi si allea con gli altri Bianchi con la speranza di rientrare a Firenze, ma dopo un tentativo di rientrare con la forza fallito miseramente, si sdegnò e si allontanò (1304). Viaggia per varie regioni italiane, come uomo di corte presso signori magnanimi.
In questi anni allarga i suoi orizzonti all'Italia, le cui città sono lacerate da guerre civili, violenze; la Chiesa è mondanizzata e corrotta. Dante vuole individuare la "cagion che il mondo ha fatto reo": la mancanza di un imperatore come supremo regolatore della vita civile, che facesse rispettare le leggi e tornare la Chiesa alla sua missione spirituale. E' allora convinto di essere investito da Dio della missione di indicare all'umanità le cause della sua condizione e la via del riscatto. Così nasce il disegno della Commedia , alla quale lavora per quasi tutto l'esilio (comincia nel 1307).
1304-1307: compone il Convivio, lasciato incompiuto, in lingua volgare. Negli stessi anni scrive il De Vulgari Eloquentia, anch'esso lasciato incompiuto, in lingua latina.
Ottobre 1310: discesa in Italia dell'imperatore Arrigo (o Enrico) VII di Lussemburgo per essere incoronato, con il consenso di Papa Clemente V. Dante spera nella restaurazione del potere imperiale, ma le sue speranze sono rese vane dalla condotta ambigua del papa e dalla morte dello stesso imperatore, nel 1313. In questi anni probabilmente compone il De Monarchia, trattato politico in latino.
1311: è escluso da amnistia del Comune a favore degli esuli Bianchi.
1312: si reca a Verona presso Cangrande della Scala.
1315: rifiuta una nuova amnistia che impone di pagare un'ammenda e di fare pubblico atto di sottomissione. Tra 1315 e 1317 è da collocare l'Epistola a Cangrande della Scala, per dedicargli la cantica del Paradiso; dà fondamentali indicazioni di lettura della Commedia.
1318: si reca a Ravenna, presso i Da Polenta.
14 settembre 1321: muore a Ravenna di ritorno da un'ambasceria a Venezia.

Hai bisogno di aiuto in Vita ed opere di Dante?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email