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Dante Alighieri

Dante Alighieri nacque a Firenze nel maggio del 1265. Suo padre era Alighiero, uomo appartenente alla piccola nobiltà e di modeste condizioni sociali, sua madre era Donna Bella, che morì presto, quando Dante era ancora bambino. Il padre si risposò con Donna Lapa, che diede a Dante due fratellastri.

A nove anni Dante conobbe Beatrice, figlia di Folco Portinari, nobile fiorentino, la rivide solo nove anni dopo e se ne innamorò perdutamente. Ma Beatrice sposò Simone de' Bardi, che apparteneva ad una ricca famiglia di banchieri. Nonostante questo, la morta di Beatrice, avvenuta a soli 25 anni (1290), causò a Dante un profondo dolore e a lei si ispirò tutta la sua opera poetica. A lei dedicò la Vita nuova (1292-1293), raccolta di 31 liriche in una cornice di prosa, in cui Dante, all'interno dello stilnovo, elaborò un personale concetto d'amore, non più solo fonte e frutto di nobiltà spirituale, ma sentimento che apre all'uomo la conoscenza (di tipo 'analogico') del Divino tramite la contemplazione della perfezione e della bellezza dell'amata.

Nel 1285 sposò Gemma di Manetto Donati, con cui era fidanzato per volontà paterna fin dal 1277 e da cui ebbe quattro figli: Jacopo, Pietro, Antonia e Giovanni.

Dante fu molto impegnato nella vita politica di Firenze, città guelfa, per essa combattè in diverse occasioni,contro città avversarie ghibelline (i guelfi erano i sostenitori del papa, mentre i ghibellini erano i sostenitori degli interessi imperiali). Si iscrisse all'arte dei medici e degli speziali, perché senza essere iscritto a un 'arte' o corporazione non avrebbe populo ricoprire nessuna carica politica. Così nel 1300 Dante fu prima ambasciatore e poi priore (i priori erano le autorità principali in città).
Ma proprio durante il priorato si verificò un grave scontro tra Bianchi e Neri, che fu la causa principale dei suoi guai.
Bianchi e Neri erano due fazioni fiorentine del partito dei guelfi: i bianchi rappresentavano la borghesia o popolo grasso, i Neri rappresentavano i proprietari terrieri e il popolo minuto. I Bianchi erano ostili a ogni intervento del Pontefice negli affari di Firenze, i neri favorivano invece i suoi interessi in città.
Dopo alterne vicende, soprattutto per l'intervento del papa Bonifacio VIII, I neri giunsero alla vittoria e presero il governo della città.
Dante, che era Bianco e contrario allo strapotere di Bonifacio, fu condannato a 5000 fiorini di multa, alla perdita perpetua dei diritti civilli e all'esilio da Firenze.
La condanna, dovuta soprattutto a motivi politici, prevedeva che, se egli fosse ritornato a Firenze, sarebbe stato bruciato vivo.

Cominciò così per Dante un lungo periodo durante il quale fu costretto a girovagare per l'Italia, ospitato presso le principali corti nobiliari dell'epoca:
-a Verona, presso i signori della scala
-in Lunigiana, presso i marchesi Malaspina
-nel casentino, presso i conti guidi
-a Lucca, verone e infine a Ravenna, presso i Da Polenta.
-A Ravenna dante chiamò a se figli e nipoti e questo gli rese più sopportabile il soggiorno nella città.
Forse colpito da una febbre di origine malarica, dante morì fra il 13 e il 14 settembre del 1321, a Ravenna.
Secondo una leggenda, gli ultimi tredici canti del paradiso, non erano stati divulgati e non si trovavano. Fu il poeta stesso, che apparso in sogno ai figli, indicò il luogo dove erano conservati.
Dante fu sepolto in una cappella della chiesa di San Pier maggiore, chiamata poi di San Francesco, in Ravenna. Firenze ne richiese più volte le ossa, ma non le furono mai restituite.

Divina commedia, è scritto in volgare, è un poema composto in versi endecasillabi, cioè formati da undici sillabe, suddivisi in 100 canti. I canti sono raccolti in tre cantiche corrispondenti ai tre luoghi dell'oltretomba. Ogni cantica si compone in 33 canti, solo la prima ne contiene 34 perché il primo canto ha funzione di prologo(introduzione a tutto il poema). La divina commedia è un'opera di poesia e pertanto è interamente scritta in versi. In terzina, cioè una strofa di 3 versi. ABA, BCB, CDC, ecc.

Il nome comedia (poi commedia) deriva dal significato che nel medioevo si attribuiva allo stile che comico: esso non indicava assolutamente un modo di scrivere umoristico o ridicolo ma uno stile intermedio, tra quello molto elevato usato nella tragedia e quello umile riservato ad altre poesie. Il nome deriva anche dal contenuto, che come nelle commedie, ha un inizio triste un un fine lieto. L'aggettivo divina le fu dato da Giovanni Boccaccio, per sottolineare l'importanza.

Significato della Divina Commedia:
-Significato letterale: quella della pura e semplice narrazione dei fatti, così come sono immaginati dall'autore, cioè di un viaggio avventuroso attraverso luoghi misteriosi, ora terribile ora affascinanti, durante il quale il poeta incontra anime di defunti, mostri infernali, personaggi mitologici, angeli e santi.
-Significato simbolico: Il viaggio nel suo complesso simboleggia l'itinerario dell'anima umana verso la salvezza.
-Significato morale: attraverso gli insegnamenti morali che emergono dalla letteratura, indica agli uomini l'importanza di una vita virtuosa, ispirata a grandi ideali e agli insegnamenti evangelici.

Vitanova: raccolta di poesie collegate da capitoli in prosa che le spiegano o commentano. Racconta il percorso del suo amore per Beatrice. Rivelazione d'amore nove anni dopo. Dante scrisse molte poesie per lei, simbolo di un amore puro e ideale. Egli lodò la bellezza e le virtù della sua donna, che proprio con queste doti lo ricondusse a un amore più grande: quello verso Dio.

Il convivio: trattato in prosa sulle conoscenze scientifiche e filosofiche del tempo. In esso dante afferma la necessità che l'amore per la sapienza entri nella mente degli uomini di tutti gli strati sociali della popolazione e per fare questo scrive la sua opera in volgare.

De vulgari Eloquentia: Quest’opera viene scritta in latino tra il 1302 e il 1305 e celebra la superiorità del volgare sullatino;secondo Dante la sua superiorità è data dal fatto che essa è una lingua naturale, appresa alla nascita, senza bisogno di studio, mentre il latino è una lingua artificiale.

Dopo una lunga osservazione di tutti i volgari italiani, Dante è giunto alla conclusione che il volgare per essere una lingua perfetta deve avere essere: ILLUSTRE,CARDINALE,CURIALE,AULICA in oltre in quest’opera vengono definite le materie che possono essere trattate con il volgare illustre (armi,amore,virtù) e i tre stili (tragico, comico ed elegiaco) la più nobile (la canzone) e lo stile adatto (l’endecasillabo).

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