Video appunto: Impulso a formare i composti ionici
L’impulso a formare i composti ionici proviene dalla considerevole diminuzione di energia che si verifica quando ioni di segno opposto si organizzano in un solido. Questa diminuzione di energia supera l’energia necessaria per la formazione degli ioni stessi, ossia l’energia di ionizzazione per la formazione del catione e l’affinità elettronica.
Vi è quindi una variazione di energia negativa. Gli ioni si organizzano quindi in strutture cristalline che garantiscono loro punti di fusione e ebollizione elevati, ossia bisogna fornire loro molta energia per rompere i legami che possiedono, ciò sta a significare che i legami tra gli ioni son molto forti e che sono stabili. Le strutture cristalline sono inoltre fragili e disciolte in acqua danno vita a soluzioni elettrolitiche, ad eccezione ad esempio del fosfato di calcio, essendo poco solubile, anche se una frazione dello stesso passa sempre in soluzione.

Di fatto si sottraggono l’affinità elettronica e l’energia reticolare del composto formatosi all’energia di attivazione, si ottiene così la variazione netta di energia. La quale è negativa, indica quindi che si raggiunge una maggiore stabilità. Reazioni di questo tipo sono spontanee, ad esempio sodio e cloro spontaneamente formano NaCl perché più stabile.
I trasferimenti di elettroni sono sempre finalizzati al raggiungimento dell’ottetto, vi sono però delle eccezioni: H+, l’idruro H-, il litio e il berillio.