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Concetti Chiave

  • L'inquinamento da idrocarburi è una contaminazione ambientale che colpisce suolo, aria e acqua, principalmente causata da petrolio e suoi derivati.
  • Esso può manifestarsi in forma sistematica o accidentale, con incidenti marittimi che causano gravi danni agli ecosistemi marini e litorali.
  • Il 20% dell'inquinamento marino da idrocarburi deriva dallo scarico in mare di acque contaminate durante il lavaggio delle cisterne delle petroliere.
  • Le convenzioni internazionali hanno introdotto misure per ridurre l'inquinamento, tra cui progettazione di petroliere sicure e sistemi di separazione dei residui di petrolio.
  • Il petrolio disperso in mare causa danni significativi agli organismi marini e agli ecosistemi costieri, influenzando anche attività commerciali come la pesca e il turismo.

Inquinamento da idrocarburi

È una contaminazione dell'ambiente (del suolo, dell'aria e soprattutto dell'acqua) causata da ogni genere di idrocarburi liquidi, ovvero dal petrolio greggio o dai suoi derivati.
L'inquinamento da idrocarburi può essere sistematico o accidentale. Quello accidentale è prodotto, nella maggior parte dei casi, dal riversamento in mare di ingenti quantità di petrolio da petroliere coinvolte in incidenti di navigazione (collisioni, incagliamenti, incendi, esplosioni, naufragi) ed è causa di considerevoli danni agli ecosistemi marini e litorali. Tra gli incidenti più gravi verificatisi negli ultimi decenni si ricordano quello verificatosi nel gennaio 2002 davanti alle isole Galápagos, che mise a rischio la preziosa oasi naturale e costrinse le autorità ecuadoriane a evacuare gli animali e dichiarare lo stato d’emergenza.

Scarico di acque contaminate

La fonte principale dell'inquinamento marino da idrocarburi (20% dell'inquinamento totale) rimane, tuttavia, lo scarico in mare di acque contaminate nel corso di operazioni di lavaggio delle cisterne. Una volta consegnato il proprio carico alle raffinerie, le petroliere pompano nelle cisterne acqua che serve da zavorra per il viaggio di ritorno e che viene scaricata in mare prima di giungere ai terminali di carico, contribuendo, così, a produrre un tipo di inquinamento sistematico, o cronico, spesso molto più grave di quello accidentale. Inferno su una piattaforma petrolifera: l’incendio minaccia ecosistemi marini. Urge intervento per mitigare l’inquinamento.I grumi di catrame che si depositano sulle spiagge nelle località balneari derivano perlopiù dai residui contenuti nelle acque di zavorra scaricate in mare.

Tecniche di lavaggio e convenzioni

L'impiego di questa tecnica di lavaggio è stato limitato, a partire dagli anni Settanta, da una serie di convenzioni internazionali, che hanno imposto la realizzazione di petroliere progettate in modo tale da rendere minima la fuoriuscita di greggio in caso di incidente, l'installazione a bordo di sistemi per la separazione dei residui di petrolio dalle acque di zavorra e di lavaggio pompate in mare, l'adozione di dispositivi per il controllo del grado di inquinamento delle acque di zavorra e l'installazione di impianti per la raccolta e il trattamento delle acque contaminate presso i terminali di carico del greggio e i porti di scalo.

Inquinamento dei suoli

Inquinamento dei suoli

Anche i giacimenti di petrolio su terraferma possono provocare gravi danni all'ambiente. In questo caso, le fuoriuscite nocive sono dovute, nella maggior parte dei casi, alla cattiva progettazione, gestione e manutenzione degli impianti. Nell'Ecuador, ad esempio, il grave e diffuso inquinamento del suolo e dei corpi idrici di alcune zone è causato soprattutto da improvvise "eruzioni" di petrolio dai pozzi durante le operazioni di trivellazione, dalla dispersione abusiva del petrolio meno pregiato e dal cattivo funzionamento dei sistemi per la separazione del petrolio dall'acqua.

Conseguenze e Rimedi

Degradazione naturale del petrolio

Di norma il petrolio scaricato in mare viene degradato naturalmente dall'ambiente attraverso processi fisici, chimici e biologici. Galleggiando sull'acqua, il greggio si allarga rapidamente in un'ampia chiazza, disponendosi in strati di vario spessore, che le correnti e i venti trasportano a grandi distanze e dividono in "banchi", disposti parallelamente alla direzione dei venti prevalenti. Le frazioni più volatili del petrolio evaporano nel giro di pochi giorni, perdendo in poche ore una notevole porzione della propria massa. Alcune componenti penetrano negli strati superiori dell'acqua, dove producono effetti molto nocivi sugli organismi marini e lentamente vengono ossidate biochimicamente a opera di batteri, funghi e alghe. Le frazioni più pesanti vagano, invece, sulla superficie del mare, fino a formare grumi difficilmente degradabili che affondano lentamente fino a raggiungere il fondo marino.

I tempi richiesti da questo processo di degradazione variano a seconda delle condizioni del mare, delle condizioni meteorologiche, della temperatura e del tipo di inquinante.

Danni alle specie marine

Il petrolio disperso in mare può causare gravi danni alle specie marine di superficie, soprattutto uccelli, ma anche mammiferi e rettili. Il piumaggio degli uccelli marini, imbrattato dal petrolio, viene spesso irrimediabilmente rovinato e gli uccelli stessi, nel tentativo di ripulirsi, ingeriscono notevoli quantità di petrolio che causa intossicazioni talvolta letali. Il petrolio che va a riversarsi sulle coste può distruggere interi ecosistemi particolarmente sensibili (barriere coralline, paludi salmastre, foreste di mangrovie) e provocare seri danni a svariate attività commerciali, quali la pesca e l'acquacoltura, o al turismo.

Il petrolio che si riversa sulle spiagge non viene sottoposto ad alcun trattamento: in genere si preferisce aspettare che a degradarlo provvedano i normali meccanismi di decomposizione. Nel caso in cui a essere colpite siano località balneari, si preferisce rimuovere gli strati superficiali di sabbia

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali cause dell'inquinamento da idrocarburi?
  2. L'inquinamento da idrocarburi è causato principalmente da fuoriuscite di petrolio, sia sistematiche che accidentali, con incidenti marittimi e scarichi di acque contaminate che rappresentano le fonti più significative.

  3. In che modo le petroliere contribuiscono all'inquinamento marino?
  4. Le petroliere contribuiscono all'inquinamento marino attraverso lo scarico di acque contaminate durante le operazioni di lavaggio delle cisterne, che rappresenta il 20% dell'inquinamento totale, causando un inquinamento sistematico e cronico.

  5. Quali misure sono state adottate per ridurre l'inquinamento da idrocarburi?
  6. A partire dagli anni Settanta, sono state introdotte convenzioni internazionali che impongono la progettazione di petroliere per minimizzare le fuoriuscite di greggio e l'installazione di sistemi per il trattamento delle acque contaminate.

  7. Quali sono le conseguenze del petrolio disperso in mare sugli ecosistemi?
  8. Il petrolio disperso causa gravi danni agli ecosistemi marini, compromettendo la vita di uccelli, mammiferi e rettili, e distruggendo habitat sensibili come barriere coralline e paludi salmastre, con impatti negativi su attività commerciali come la pesca.

  9. Come avviene la degradazione naturale del petrolio nell'ambiente?
  10. La degradazione naturale del petrolio avviene attraverso processi fisici, chimici e biologici, con le frazioni più volatili che evaporano rapidamente e le frazioni più pesanti che formano grumi difficilmente degradabili, influenzati da vari fattori ambientali.

Domande e risposte

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