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Darwin

l’evoluzione delle specie
Charles Darwin trascorre 5 anni a bordo del brigantino e compie numerose osservazioni geologiche e biologiche. Rimane colpito dall’enorme varietà di forme viventi. Prima che Darwin pubblicasse le sue teorie, altre spiegazioni a proposito della nascita e del mutamento dei viventi circolavano comunque. Era nata la teoria delle catastrofi di Cuvier, secondo la quale eventi catastrofici causano la morte di alcune specie e dopo se ne ricreano di nuove. Questa ipotesi era in accordo con la Bibbia; i fossili rappresentavano le specie che non hanno trovato posto sull’arca di Noè. A ciò si collega la teoria di Lamarck fondata su una prospettiva dinamica della storia della natura. Egli intendeva che gli organismi fossero il risultato di un processo graduale di modificazione secondo cui l’uso modifica l’organo. Le idee di Lyell influenzano Darwin. Secondo il primo, i processi naturali esercitati in un lontano passato continuano ad agire anche ora, il ritmo è graduale,si parla di uniformismo. Durante il suo viaggio, Darwin nota delle analogie tra i fossili ed alcune specie ancora viventi nella medesima area geografica. Presso le isole Galapagos osserva differenze anatomiche e di abitudini fra animali simili. Per l’elaborazione della teoria della selezione naturale, ha un’enorme importanza la lettura del saggio di Malthus sul principio di popolazione, secondo cui l’aumento delle disponibilità di cibo che cresce in progressione antitetica, non può eguagliare la crescita della popolazione, geometrica. Darwin intuisce come tutte le specie fossero per necessità in competizione per la loro esistenza e la loro perpetuazione. In base alla teoria della selezione naturale, solo gli individui che riuscivano ad avere la meglio nella lotta per l’esistenza arrivavano a riprodursi trasmettendo i caratteri ereditari che casualmente ne avevano favorito la sopravvivenza. Nel 1838 completa la prima bozza della sua teoria dell’evoluzione , a cui era giunto indipendentemente anche Wallace. Questa straordinaria scoperta scientifica ebbe un’altrettanto straordinaria influenza sulla cultura contemporanea contribuendo a costruire un nuovo sfondo problematico. Le teorie di Darwin vengono percepite come un attacco ai fondamenti della morale, nessun Dio ha mai determinato le specie, bensì queste sono il risultato della modificazione di antichissimi progenitori.

antropologia evoluzionistica
Da lì ad affermare la discendenza dell’uomo dai primati, il passo fu breve. La variabilità (ciascun individuo presenta caratteristiche anche minime differenti) rende possibile attraverso la selezione, la trasformazione della specie. Le leggi di Mendel contribuiranno a rafforzare le teorie di Darwin. Le specie si trasformano perché si adattano all’ambiente, gli individui grazie alle loro differenze sopravvivono o soccombono secondo il principio della sopravvivenza del più adatto. Fraintendimenti e banalizzazioni caratterizzeranno la teoria dell’evoluzione, così come le critiche di tipo religioso.
applicazioni
Darwin fu letto deformando l’evoluzionismo in una prospettiva di opportunismo sociale. Anche la società umana sarebbe regolata dalla lotta per la vita. Il darwinismo sociale pone però la lotta per la vita come legge assoluta di ogni forma di società possibile. È facile teorizzare a partire da ciò una legittimazione delle classi sociali ed il predominio di alcuni su altri. Il testo di Darwin, L’origine dell’uomo, presenta l’evoluzionismo come una teoria scientifica e non metafisica,il principio di selezione non può essere applicato al comportamento sociale e letto come una semplice pressione dell’ambiente sull’uomo. Lo sviluppo delle virtù sociali sembra persino negare la continua lotta, emancipando gli uomini dalla dipendenza all’ambiente e dagli istinti.

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