Perossisomi
Sono organelli delimitati da una singola membrana e sono ricchi di enzimi per svolgere funzione di degradazione. Nel fegato degradano l’etanolo in acetaldeide. A seconda delle esigenze possono aumentare le loro dimensioni. Oltre a degradare, i perossisomi sono gli addetti alla sintesi di plasmalogeni, i quali servono a produrre mielina, ovvero la guaina che isola i nervi e permette la corretta trasmissione degli impulsi elettrici. Quindi alterazioni dei perossisomi portano malattie neurodegenerative. I perossisomi possono originarsi in due modi diversi:1. Formazione "De Novo": a partire dal RE che rilascia delle vescicole precursori.
2. Fission: i perossisomi già esistenti si accrescono assorbendo proteine e lipidi dal citosol e poi si dividono per generare "perossisomi figli".
Le proteine indirizzate ai perossisomi hanno una sequenza segnale, ma la sequenza delle proteine indirizzate alla membrana dei perossisomi ancora non è stata identificata. Le PEX5 trasportano le proteine destinate al lume dei perossisomi: una volta arrivate sulla membrana del perossisoma interagiscono con altre PEX che traslocano il cargo nel lume. Dopodiché la PEX5 può essere monoubiquitinata e farà un altro ciclo, mentre se viene poliubiquitinata verrà degradata. Se queste proteine sono mutate e hanno una sequenza diversa, le perossine (PEX5 e PECX7) dovrebbero riconoscerle non riescono a portarle all’interno del perossisomi. La sindrome di Zellweger è causata da mutazioni nelle PEX5 e PECX7, le quali non riescono a introdurre gli enzimi necessari all’interno dei perossisomi. Di conseguenza avremo dei perossisomi vuoti. Colpisce simultaneamente il cervello, il fegato e i reni ed caratterizzata da dismorfismi cranio-facciali. Il deficit metabolico non consente lunga vita. Adrenoleucodistrofia, è una malattia e senza questa proteina funzionante, i grassi non vengono trasportati nel perossisoma e quindi si accumulano dentro le cellule del cervello e del midollo spinale. Si ha quindi la demielinizzazione dei neuroni con problemi di movimento e paraplegia.
Traffico di membrana
La cellula è costituita da organelli che hanno composizione diversa, per questo motivo le molecole che vengono prodotte in un altro comportamento gli vengono spedite tramite il traffico di membrana, ovvero un traffico di vescicole che trasportano molecole. Un quarto delle proteine della cellula prendono parte alla via secretoria poiché servono per reticolo endoplasmatico, Golgi, lisosomi, membrana plasmatica. Lungo questa via vengono controllate qualitativamente e modificate (ex. glicosilazione). La via secretoria ha inizio nel reticolo endoplasmatico rugoso, dove vengono prodotte le proteine della via secretoria, dopodiché tramite vescicole giungono all’apparato del Golgi, il quale le smista verso la membrana plasmatica oppure ai lisosomi o verso l’esterno della cellula. Per mantenere l’omeostasi della cellula, però, il traffico deve essere sia anterogrado che retrogrado, ovvero quello che prende molecole dalla periferia e le riporta indietro. Ciò serve a mantenere l’identità degli organelli, poiché quando le vescicole si fondono con le membrane, va a finire che ci sia una mescolanza di tutte le membrane e le membrane degli organelli finirebbero.
Quattro aspetti principali
Un traffico di membrana efficiente e ben regolato è indispensabile per l’omeostasi e la vitalità della cellula, soprattutto sotto quattro aspetti principali:1) consente gli scambi tra cellula e ambiente tramite esocitosi (ormoni e neurotrasmettitori) o endocitosi (nutrienti).
2) assicura che ciascun organello riceva le molecole giuste
3) contribuisce all’omeostasi della cellula e dei suoi organelli, perché ogni fusione gemmazione di vescicole modifica la quantità di membrana presente nei vari compartimenti, influenzandone quantità e dimensioni.
4) Consente di riciclare le proteine secrete per errore dal RE (via retrograda) e riutilizzare recettori di membrana, massimizzando l’efficienza energetica della cellula.