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Gli organi di senso


Le persone sono creature reattive. Se abbiamo davanti del pane appena sfornato, produciamo saliva. L’improvviso scoppio di un tuono ci fa sussultare. Questi «agenti irritanti» (il pane e lo scoppio del tuono) e molti altri sono gli stimoli che ci si presentano continuamente e che vengono interpretati dal nostro sistema nervoso.

Si dice di solito che abbiamo cinque sensi che ci tengono in contatto con ciò che avviene nel mondo esterno: tatto, gusto, olfatto, vista e udito.
In realtà il tatto è una combinazione dei sensi generali: i recettori cutanei per la temperatura, la pressione e il dolore e i pro-priocettori dei muscoli e delle articolazioni. Gli altri quattro sensi «tradizionali», olfatto, gusto, vista e udito, sono sensi speciali. I recettori di un quinto senso speciale, l’equilibrio, sono localizzati nell’orecchio, insieme all’organo dell’udito. A differenza dei recettori di senso generali, piccoli e ampiamente distribuiti, i recettori di senso speciali sono grandi e complessi organi sensoriali (l’occhio e l’orecchio), oppure gruppi localizzati di recettori (calici gustativi ed epitelio olfattivo).

Ci soffermeremo sull’anatomia funzionale di ciascuno degli organi di senso speciali considerato individualmente, ma va tenuto presente che gli stimoli sensoriali si sovrappongono. Quello che alla fine proviamo — la nostra «sensazione» del mondo — è una miscela di effetti degli stimoli.
Il modo in cui vediamo è un tema che ha catturato la curiosità di molti ricercatori. La vista è il senso che è stato maggiormente studiato. Di tutti i recettori di senso presenti nell’organismo, il 70% si trova negli occhi. I tratti ottici che trasportano informazioni dagli occhi all’encefalo sono grossi fasci contenenti oltre un milione di fibre.
La vista è il senso che richiede il maggiore «apprendimento» e l’occhio sembra divertirsi a essere ingannato.
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