Concetti Chiave
- L'emancipazione femminile ha radici storiche profonde, risalenti a periodi in cui le donne erano considerate prive di diritti civili, politici e sociali.
- Il movimento per l'emancipazione ha preso piede tra il XIX e l'inizio del XX secolo, culminando con il diritto di voto per le donne nel 1946.
- Figures storiche come Saffo, Marie Curie e Maria Montessori hanno svolto ruoli chiave nel promuovere la condizione femminile attraverso le loro opere e azioni.
- Oggi, le donne italiane affrontano ancora significative discriminazioni nel mondo del lavoro, con un divario evidente rispetto ai paesi scandinavi.
- Le sfide globali includono la repressione sessuale e la mancanza di autonomia giuridica in diverse culture, rendendo urgente il confronto e lo sviluppo sociale ed economico.
In questo appunto di Storia si tratta dell'emancipazione femminile, le sue origini, i contesti storici e geografici in cui avvenne e analisi del presente e delle prospettive future.
Indice
Le origini dell'emancipazione femminile
In passato la donna era un accessorio del capofamiglia (padre o marito). Per non parlare delle accuse che venivano utilizzate, per "creare un nemico comune", come quelle di aver causato carestie e follia negli uomini, di essere eretiche e delle streghe. Ma anche solo a poco tempo, fa le donne non potevano votare, coloro che non erano sposate non potevano utilizzare il proprio denaro come meglio credevano, non potevano neanche guadagnarsi il denaro perché, anche quelle poche che lavoravano, per esempio, nell'agricoltura, erano obbligate al silenzio e allo stipendio di poco più della metà di quello maschile.Non potevano cioè svolgere la maggior parte delle azioni poiché erano considerate soggetti incapaci, secondo l'ordine giuridico, di intendere e di volere.
Fino alla metà del Novecento, le donne non potevano essere, in Gran Bretagna e non solo, chiamate in giudizio, perciò non solo non partecipavano ai processi contro mariti o figli, ma non potevano partecipare ai loro stessi, se fossero state accusate di qualsiasi cosa, e dunque difendersi. Per questo, le donne non potevano ottenere la separazione legale dal marito: il codice penale all'articolo 468 sosteneva che la pena per la donna adultera variava dai tre mesi ai due anni di detenzione.
E per quanto riguardava l'istruzione, le donne ottennero la possibilità di andare al liceo o all'università nel 1874, sebbene fino ai vent'anni successivi le iscrizioni vennero annullate e molte nascoste.
Alla donna mancò, quindi, il concetto di "diritti di cittadinanza" coniato da Marshall per intendere l'insieme dei diritti sociali, politici e civili di un cittadino (maschio).
Per emancipazione, dunque, si intende il mutamento di condizione che vide la donna dalla considerazione appena esposta, alla donna che conosciamo noi oggi. Ciò, però, come si può immaginare, non avvenne certamente da un giorno all'altro. Ancor di più si può sostenere che sia un percorso non paragonabile ad altri in quanto non segue una linea dritta e le sue conseguenze non si vedono ugualmente, in termini di tempo e contenuto, in tutti i paesi del mondo.
Ma, se si vuole cercare di dare una datazione, almeno per quanto riguarda l'Occidente, si deve far riferimento al secolo IXX e inizio XX, quando le donne chiesero di poter votare ed essere accettate in luoghi di lavoro come le fabbriche, solitamente esclusive per gli uomini. La prima elezione che vide la presenza del popolo femminile fu quella del 1946.
Nel 1968, invece, anno importantissimo sotto diversi fronti (fenomeno socio culturale generato da movimenti rivoluzionari di massa come lavoratori, studenti, intellettuali, gruppi etnici minoritari che chiedevano indipendenza, maggiori diritti, minore discriminazione), le donne rivendicarono il diritto ad avere reale uguaglianza e indipendenza dagli uomini nell'ambiente domestico, familiare e lavorativo. Vennero bruciati reggiseni, make up come segno di sdoganamento, mani alzate in segno di protesta e ancora...
Così nascono le suffragette, donne alleate con altre donne per farsi strada nella società moderna: le portatrici di ciò che oggi definiamo con il termine di femminismo.
E, infine, seppure furono molte le atrocità che portarono le due grandi guerre, le donne occuparono, proprio in questo periodo, il posto lavorativo degli uomini costretti ad arruolarsi. Questo fu un aiuto e un apporto che il mondo femminile diede al mondo in generale, successivamente anche nella Resistenza italiana, da non dimenticare mai.
Le prime protagoniste dell'emancipazione femminile
Prima ancora degli anni sopra citati, coloro che contribuirono in maniera significativa a dare un loro giudizio riguardo la condizione di donna furono molte. Ne ricordiamo alcune:- Saffo, la prima poetessa della storia e prima a celebrare l'amore tra due donne;
- Marie Curie, vincitrice del Nobel per la Fisica, prima a celebrare la bellezza dell'intelligenza e dell'apporto femminile nella scienza;
- Maria Montessori, che nel 1906 scrisse nel suo libro un appello per tutte le donne: iscrivetevi alle liste elettorali;
- Rita Levi Montalcini, anche lei fondamentale per l'apporto femminile questa volta nella medicina;
- Lady di Ferro, prima donna primo ministro;
- Elena Lucrezia Corner Psicopia ovvero la prima laureata donna a Padova nel 1678;
- Ernestina Prola ovvero la prima patentata donna italiana.

L'emancipazione femminile oggi
Oggi, la pari opportunità sul luogo di lavoro rimane ancora un sogno per le donne italiane, che sono le più discriminate nel mondo.La nostra nazione si colloca al quarantacinquesimo posto della classifica generale, all’ultimo posto tra i paesi più industrializzati, ed è superata anche da paesi come Zimbabwe e Thailandia. Il divario con i paesi scandinavi, primi in classifica, è abissale.
Spesso le donne in posizioni imprenditoriali devono fare una difficile scelta tra famiglia e carriera. Negli USA, ad esempio, il 49% delle donne con posizioni ai vertici non ha figli, contro il 19% dei loro colleghi maschi.
Le donne, tuttavia, sono quelle che tendono ad ottenere i migliori risultati nei percorsi di formazione, ma poi sono penalizzate e discriminate dal mercato.
La situazione e il ruolo della donna nel mondo del lavoro, nonostante le conquiste ottenute dai movimenti femministi del passato, in realtà rivelano tuttora un’oppressione, una segregazione, una discriminazione di genere ben radicata; contro questo stato di cose bisogna iniziare a lottare, sviscerando le contraddizioni del sistema capitalista e patriarcale, solidale a livello globale, e quelle delle donne che sorreggono tali sistemi attraverso la pratica della delega o con una più esplicita complicità.
In alcune zone dell’Africa, per esempio, si praticano forme di repressione sessuale che arrivano fino alla mutilazione dei genitali. Nei paesi arabi la fede musulmana consente che si perpetuino la poligamia maschile, forme di discriminazione sessuale verso la donna e l’assenza d’ogni autonomia giuridica. La povertà poi favorisce altre forme di soggezione della donna, che vanno dalla prostituzione all’emigrazione nei paesi ricchi come forza-lavoro. Lo sviluppo economico-sociale e il confronto fra le diverse culture sono sicuramente la strada da percorrere per il superamento della discriminazione fra i sessi; il problema non è più rinviabile, perché la crescente immigrazione in Europa pone a diretto contatto mentalità e tradizioni diverse.
Per ulteriori approfondimenti sull'emancipazione femminile vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali limitazioni legali che le donne affrontavano in passato?
- Quando si può collocare l'inizio del movimento per l'emancipazione femminile in Occidente?
- Qual è stato un evento significativo per le donne nel 1968?
- Qual è la situazione attuale delle donne nel mondo del lavoro in Italia?
- Quali sono alcune delle forme di oppressione che le donne continuano a subire in diverse parti del mondo?
In passato, le donne erano considerate soggetti incapaci di intendere e di volere, non potevano votare, gestire il proprio denaro, o difendersi in giudizio. Fino alla metà del Novecento, non potevano nemmeno ottenere la separazione legale dal marito (testo).
L'emancipazione femminile in Occidente iniziò a prendere piede nel XIX secolo e all'inizio del XX secolo, quando le donne iniziarono a chiedere il diritto di voto e l'accesso ai luoghi di lavoro, come le fabbriche (testo).
Nel 1968, le donne rivendicarono il diritto a una reale uguaglianza e indipendenza dagli uomini, manifestando attraverso atti simbolici come il rogo di reggiseni e make-up, segnando un'importante tappa nel movimento femminista (testo).
Oggi, le donne italiane affrontano ancora gravi discriminazioni nel mondo del lavoro, posizionando l'Italia al quarantacinquesimo posto nella classifica globale per le pari opportunità, con un divario significativo rispetto ai paesi scandinavi (testo).
In alcune regioni dell'Africa, si praticano forme di repressione sessuale, come la mutilazione genitale, mentre nei paesi arabi si perpetuano la poligamia maschile e la mancanza di autonomia giuridica per le donne, evidenziando la necessità di un cambiamento culturale e sociale (testo).