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Concetti Chiave

  • I monisti cercarono una spiegazione razionale del cosmo tra il VII e IV secolo, identificando l'archè con un principio unico.
  • I monisti naturalisti commettono l'errore di cercare l'origine della natura nella physis, generando soluzioni contraddittorie al problema cosmologico.
  • La concezione ilozoista dei monisti riconosce l'archè non solo come materia, ma anche come un principio eterno e divino.
  • Eraclito e Parmenide si differenziano dai monisti, con Eraclito che enfatizza la dinamicità e Parmenide che fonda la sua dottrina dell'essere sulla ragione.
  • I sofisti del V secolo trasformano l'uomo da oggetto a soggetto, contribuendo a definire la sua essenza all'interno della comunità e della polis.

Origini del pensiero monista

I monisti sono coloro che tra il VII e il IV secolo si avvicinarono per primi alla filosofia e cercarono di trovare una soluzione razionale al problema cosmologico. Identificarono l'origine del cosmo ordinato all'interno dell'archè (principio primo, sostegno e fine ultimo) ed essendo monisti (monos = uno) esso venne associato ad un unico principio.

Errore dei monisti naturalisti

Essi sono naturalisti per cui identificano l'archè con un principio della natura, ma ricercando l'origine della natura nella stessa physis commettono un grande errore, infatti, non riusciranno mai ad arrivare a soluzioni plausibili del problema cosmologico perché si ripropongono sempre le stesse problematiche e si arriva a soluzioni contraddittorie.

Concezione ilozoista e immanente

I monisti in realtà, pur identificando l'archè con un unico principio naturale, non affermano solamente che l'archè sia quella materia (ad esempio Talete con l'acqua non ci vuole indicare solamente l'acqua dei fiumi, dei mari.), ma anche un elemento eterno e quindi divino arrivando ad una concezione ilozoista ed immanente.

Differenze tra Eraclito e Parmenide

Eraclito e Parmenide si differenziano dai monisti: il primo partendo dal limite dei tre milesi che si erano accorti della dinamicità della realtà, egli parte da questo presupposto che è solo la premessa della sua teoria dei contrari, il divenire secondo Eraclito è regolato dal logos e coincide con il panta rei, ma la strutturazione del suo pensiero è ancora naturalistica. Parmenide invece oltrepassa l'osservazione naturalistica e trova il fondamento della sua dottrina dell'essere nella ragione, non influenzata dai sensi che presentano un mondo illusorio, in cui l'essere e il non essere si trovano a convivere cosa che egli esclude per il principio di non contraddizione.

Filosofi pluralisti e la teoria dei contrari

I filosofi pluralisti cercano di conciliare il pensiero di Eraclito (divenire e come conseguenza anche la molteplicità) con quello di Parmenide (eternità ed immutabilità dell'essere). Questa è una contraddizione apparente: il mondo non può essere contemporaneamente statico e dinamico. Cambia il concetto di divenire non tanto nella sua premessa di panta rei, ma nella sua espressione di Teoria dei Contrari, esso diventa movimento di aggregazione e separazione degli elementi primi (immutabili ed eterni) a comporre le cose che animano la natura e sono quindi molteplici (composti). In questo modo non viene affermato mai il non essere, non c'è mai un passaggio da un contrario all'altro che lo implicherebbe. Empedocle e Anassagora utilizzano un archè duplice. Democrito corregge gli errori di questi a livello di archè materiale, ma non ci presenta alcuna forma di archè causale, quindi fa un passo indietro rispetto a questi.

Ruolo dei sofisti nel V secolo

I sofisti sono quel gruppo di "pseudo"- filosofi che nel V sec a. C. accolgono quelle istanze di cambiamento storico, sociale e culturale e danno vita alla prima ricerca sul problema antropologico. L'uomo in questo periodo da oggetto diviene in soggetto, si va sempre più a definire la sua essenza, prima era visto come una delle tante cose all'interno del cosmo. Una volta che questo è stato indagato inizia a delinearsi come soggetto. In particolare in questo periodo l'opinione dell'uomo è abbastanza riduttiva, è considerato non come individuo, persona, ma come membro di una comunità, della polis. Il suo ruolo e la sua essenza si concretizzano nel ruolo che ricopre e nei suoi doveri di bravo cittadino e bravo uomo politico. In questo contesto si innestano i sofisti che sono insegnanti d'arte oratoria e perciò aiutano l'uomo a delinearsi come soggetto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principale errore dei monisti naturalisti?
  2. I monisti naturalisti commettono l'errore di identificare l'archè con un principio della natura, cercando l'origine della natura nella stessa physis, il che li porta a soluzioni contraddittorie e a non risolvere il problema cosmologico.

  3. Come si differenziano Eraclito e Parmenide dai monisti?
  4. Eraclito riconosce la dinamicità della realtà e il divenire regolato dal logos, mentre Parmenide supera l'osservazione naturalistica, fondando la sua dottrina dell'essere sulla ragione, escludendo la coesistenza di essere e non essere.

  5. Qual è la concezione ilozoista dei monisti?
  6. I monisti vedono l'archè non solo come un principio naturale, ma anche come un elemento eterno e divino, giungendo a una concezione ilozoista e immanente.

  7. In che modo i filosofi pluralisti cercano di conciliare le idee di Eraclito e Parmenide?
  8. I filosofi pluralisti cercano di unire il divenire di Eraclito con l'immutabilità di Parmenide, proponendo una teoria dei contrari che evita il non essere e considera il movimento come aggregazione e separazione di elementi primi.

  9. Qual è il ruolo dei sofisti nel V secolo?
  10. I sofisti, considerati "pseudo"-filosofi, contribuiscono alla prima ricerca sul problema antropologico, trasformando l'uomo da oggetto a soggetto e definendo la sua essenza in relazione al ruolo nella comunità e nella polis.

Domande e risposte

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