Concetti Chiave
- Il costituzionalismo nasce dalle rivoluzioni inglese, americana e francese, alimentato dalle idee illuministiche e si sviluppa nel corso dell'Ottocento liberale e dopo la seconda guerra mondiale.
- L'idea di cittadinanza, già presente nella democrazia ateniese, è tornata in auge con la Rivoluzione francese, trasformando i sudditi in cittadini e cambiando le basi del potere statale.
- La sovranità, un tempo fondata sulla monarchia di diritto divino, è stata spostata sulla Nazione, secondo i principi dell'illuminismo che valorizzano la ragione.
- Secondo l'abate Sieyès, la borghesia rappresenta lo spirito della Nazione e detiene il potere costituente, affermandosi come nuovo legislatore senza limiti.
- Il principio di sovranità risiede essenzialmente nella Nazione, come affermato nell'articolo 3 della Dichiarazione francese del 1789, che segna una rottura con il vecchio diritto romano.
Origini del costituzionalismo
Il costituzionalismo trae origine dalle tre grandi rivoluzioni, inglese, americana, francese, e dalle idee illuministiche che le alimentarono, e ha trovato ulteriore impulso nel corso dell’Ottocento liberale e, dopo la crisi successiva al primo conflitto mondiale e l’avvento dei totalitarismi, a partire dalla seconda metà degli anni Quaranta del Novecento. Due sono stati i passaggi che ne hanno caratterizzato lo sviluppo: l’affermarsi dell’idea di cittadinanza e la diffusione del controllo di costituzionalità.
L'idea di cittadinanza
(A) L’idea di cittadinanza. Su questa si basava già la democrazia ateniese, dalle riforme di Clistene e di Pericle in avanti. L’idea di un rapporto fra cittadino e istituzioni, mantenutasi a Roma nel periodo repubblicano e poi lentamente oscurata, venne travolta nel Medioevo dall’organizzazione feudale e corporativa, tanto che la rappresentanza nei primi parlamenti fu composta per ceti. Essa riprese vigore nel momento in cui con la Rivoluzione francese, il 10 brumaio dell’anno II, furono aboliti i titoli (nobiliari ma anche borghesi) e i francesi diventarono non più sudditi ma citoyens (recuperando l’etimo civis). Nelle costituzioni a cavallo fra Sette e Ottocento il riferimento è ai diritti dell’uomo, in omaggio alle dottrine del diritto naturale, ma privilegiando soprattutto i diritti del cittadino (la stessa Francia, che aveva abolito la schiavitù nel 1794, la ripristinò tuttavia qualche anno dopo).
Il recupero dell’idea di cittadinanza portò al cambiamento delle basi stesse del potere statale. Nella fase che precede il costituzionalismo la sovranità era fondata sul principio della monarchia di diritto divino. L’illuminismo, invece, fonda il diritto sulla ragione («etsi Deus non daretur», aveva detto Grozio) e trova la fonte di legittimazione del potere nella «Nazione».
Il potere costituente della Nazione
Secondo l’abate Sieyès, alla Nazione spetta il potere costituente: di essa diviene interprete il «terzo stato», cioè la borghesia colta e produttiva che andava affermandosi all’epoca come classe egemone. La borghesia, proprio in quanto soggetto che esprime lo spirito della Nazione, esercita le pouvoir constituant, ponendosi come depositaria della legittimazione costituzionale. I rappresentanti della Nazione riuniti in parlamento si affermano come il nuovo legislatore che non conosce limiti, travolgendo il vecchio diritto romano, la lex terrae, i diritti personali e feudali. «Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione»: così recitava l’art. 3 della Dichiarazione francese del 1789.
Domande da interrogazione
- Quali sono le origini del costituzionalismo?
- Come si è evoluta l'idea di cittadinanza nel contesto del costituzionalismo?
- Qual è il ruolo della borghesia nel potere costituente della Nazione?
Il costituzionalismo ha origine dalle rivoluzioni inglese, americana e francese, insieme alle idee illuministiche che le hanno alimentate. Ha ricevuto ulteriore impulso nel corso dell'Ottocento liberale e dopo la crisi del primo conflitto mondiale, specialmente dalla seconda metà del Novecento.
L'idea di cittadinanza, già presente nella democrazia ateniese, ha ripreso vigore con la Rivoluzione francese, quando i cittadini divennero "citoyens". Questo cambiamento ha trasformato le basi del potere statale, spostando la legittimazione dalla monarchia di diritto divino alla Nazione, come affermato dall'illuminismo.
Secondo l'abate Sieyès, la borghesia, rappresentando lo spirito della Nazione, esercita il potere costituente. Essa diventa il nuovo legislatore, superando il vecchio diritto romano e affermando che "il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione", come indicato nell'art. 3 della Dichiarazione francese del 1789.