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Concetti Chiave

  • Il Governo ha il potere di legiferare attraverso decreti legislativi, che richiedono una legge delega approvata dal Parlamento, per affrontare materie complesse.
  • I decreti legge possono essere emanati solo in casi straordinari di necessità e urgenza, e decadono se non convertiti in legge entro 60 giorni.
  • La prassi di reiterazione dei decreti legge è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale nel 1996, per aggirare il termine di conversione.
  • Prima dell'emanazione di un decreto legislativo, il Governo deve consultare la commissione parlamentare competente per ottenere pareri e suggerimenti.
  • I decreti legislativi garantiscono un controllo parlamentare sul processo legislativo, mantenendo il potere del Parlamento nella definizione del quadro normativo.

Qual è il ruolo del governo nella legislazione?

Oltre a essere titolare dell'iniziativa legislativa, il Governo puo' produrre atti aventi forza di legge, i decreti legge e i decreti legislativi, ma solo in casi eccezionali, nei modi e nei limiti previsti dalla Costituzione:
• i decreti legislativi sono atti emanati dal Governo sulla base di una legge delega approvata dal Parlamento, che ne stabilisce materia, principi, criteri e una scadenza entro la quale si deve procedere all'emanazione del decreto e oltre la quale il Governo non puo' più legiferare. La legge delega non corrisponde a una rinuncia del Parlamento al potere legislativo; bensi' quest'ultimo ritiene che, a causa della particolare complessità tecnica della materia interessata, sia più opportuno affidare l'elaborazione delle norme a settori specifici della Pubblica amministrazione e quindi all'esecutivo, fermo restando il diritto di fissare il quadro generale di riferimento. E' infatti prassi che, prima del'emanazione del decreto, il Governo ne sottoponga il testo alla commissione parlamentare competente, onde riceverne pareri e suggerimenti migliorativi;

Decreti legge e urgenza

• i decreti legge sono emanati dal Governo, di sua iniziativa e sotto sua responsabilità, solo "in casi straordinari di necessità e d'urgenza"; tali atti sono provvisori e decadono con efficacia retroattiva se non vengono convertiti in legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla loro entrata in vigore. Le Camere hanno il potere di modificare i decreti legge all'atto della conversione. In passato, a causa dei tempi stretti concessi per la procedura di conversione dei decreti legge, poteva accadere che questi decadessero. Per ovviare a tale problema i Governi spesso ricorrevano alla reiterazione, cioè emanavano un nuovo decreto legge identico al precedente in scadenza, per prorogarne di altri 60 giorni la durata. Nel 1996 la Corte costituzionale (pronunciandosi su un decreto la cui durata era stata prorogata a quasi tre anni grazie alla prassi della reiterazione) ha dichiarato illegittima questa procedura perché aggirava il termine tassativo previsto dall'art. 77 Cost.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza tra decreti legislativi e decreti legge?
  2. I decreti legislativi sono emanati dal Governo sulla base di una legge delega approvata dal Parlamento, mentre i decreti legge sono atti provvisori emanati dal Governo in casi straordinari di necessità e urgenza. I decreti legislativi richiedono un quadro normativo stabilito dal Parlamento, mentre i decreti legge decadono se non convertiti in legge entro 60 giorni (come indicato nel testo).

  3. Come avviene il processo di emanazione dei decreti legislativi?
  4. I decreti legislativi sono emanati dal Governo seguendo una legge delega che stabilisce materia, principi e criteri, e il Governo deve sottoporre il testo alla commissione parlamentare competente per ricevere pareri e suggerimenti prima dell'emanazione (come descritto nel testo).

  5. Qual è il rischio associato ai decreti legge e come è stato affrontato?
  6. I decreti legge possono decadere se non convertiti in legge entro 60 giorni, e per ovviare a questo problema, i Governi spesso ricorrevano alla reiterazione, emanando un nuovo decreto identico. Tuttavia, nel 1996, la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima questa prassi, poiché aggirava il termine previsto dall'art. 77 della Costituzione (come menzionato nel testo).

Domande e risposte

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